66°Festival di Venezia Lebanon conquista il Leone d’Oro

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cinemaL’opera prima Lebanon, del regista israeliano Samuel Maoz, con buona pace di tutti, si porta a casa il Leone d’Oro, mentre all’Italia va ben poco (la Volpi, all’attrice russa Rappoport in un film, però, italiano, e il Mastroianni a Jasmine Trinca) e niente, infine, a Baaria. Cosa che sembra abbia irritato non poco gli ambienti Medusa, venuti in forza al Lido, e che comunque si sono portati a casa i due unici premi ‘italiani’.
Eppure le speranze che il film di Giuseppe Tornatore (sponsorizzato dal premier Berlusconi in persona) potesse portarsi qualcosa a casa erano forse più legate al prestigio del regista premio Oscar e alla ricchezza dell’opera che all’accoglienza da parte dei critici. Variety, rivista che pesa in campo internazionale, gli aveva dato una sola stellina sulle cinque a disposizione e gli stessi italiani si erano divisi. Ma in questa edizione a prevalere è stato sicuramente l’impegno sociale e politico.
Non a caso, oltre Lebanon, a conquistare il prestigioso Leone d’argento è stato Women Without Men di Shirin Neshat, fotografa e video artista iraniana in esilio a New York. Una donna tutta d’un pezzo arrivata in conferenza stampa con tanto di sciarpa verde del movimento a  sostegno di Mussavi e contro i risultati delle presidenziali iraniane, al grido: “Il mio Paese un giorno sarà libero”.
Il terzo premio, quello speciale della giuria, è andato con  un certo coraggio a una commedia, ovvero a Soul Kitchen di Fatih Akin, storia piena di ritmo, intelligenza e culiniaria.
Quasi scontato il giudizio della giuria presieduta da Ang Lee per la Coppa Volpi maschile andata a Colin Firth.
Il regista di ‘Brokeback Mountain’ non poteva non essere sensibile alla magistrale interpretazione dell’attore inglese nel ruolo di un gay incapace di vivere il lutto nel film patinato, ma con gusto, “A Single Man” opera prima dello stilista texano Tom Ford.
La Coppa Volpi femminile invece potrebbe sollevare più di una polemica. Andata all’attrice russa Ksenia Rappoport, nel film di Giuseppe Capotondi “La Doppia Ora”, dovrà vedersela nei commenti del giorno dopo con l’unica persona che aveva messo d’accordo tutti gli italiani al Lido: Margherita Buy ne Lo Spazio Bianco, di Francesca Comencini. Jasmine Trinca, protagonista del film di Michele Placido Il Grande Sogno, ha invece ottenuto un premio meritato quanto bizzarro: quello Mastroianni per la migliore interpretazione di un’attrice emergente, aggettivo che stride un po’ con  la sua carriera.
Tra i premi più annunciati, quello a Todd Solondz per il cinico sequel di Happiness, Life During Wartime, Osella per la sceneggiatura, mentre, più a sorpresa, l’Osella alla Francia per la scenografia di Sylvie Olivè va al film Mr. Nobody di Jaco Van Dormael.




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