A proposito del voto degli italiani all’estero

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Giovedì 22 aprile si è svolto il Seminario del PD sul voto degli italiani all’estero. 

L’incontro ha visto la presenza del Responsabile del Forum esteri del Partito, Piero Fassino, e del Responsabile organizzazione e membro della Segreteria nazionale del PD, Nico Stumpo, oltre che di numerosi deputati e senatori delle Commissioni affari esteri e costituzionali dei due rami del Parlamento. pierofassino

Ad introdurre la discussione è stata una relazione del Responsabile del PD per gli italiani all’estero, Eugenio Marino. Dopo aver ricordato il processo di costituzionalizzazione e di definizione normativa del voto in loco dei cittadini italiani all’estero, Marino ha affermato l’esigenza di difendere questo fondamentale diritto di cittadinanza riformandone le procedure per metterle al riparo da inquinamenti come quelli di cui la cronaca recente si è occupata e per rispondere pienamente alle prerogative costituzionali di libertà, segretezza e personalità. 

Gli interventi di Fassino e di numerosi intervenuti e le conclusioni di Nico Stumpo, hanno consentito di definire alcuni impegni politici operativi: la formazione di un gruppo di lavoro interparlamentare per la messa a punto, in tempi brevi, di una proposta di riforma della legge 459/2001 sul voto all’estero; la presentazione, nei due rami del Parlamento, di un disegno di legge che rispecchi gli orientamenti del PD su questi temi, a partire dalla conferma del voto per corrispondenza legato però all’opzione dell’elettore. 

Nell’ambito del Seminario è stata anche affrontata la questione del rinvio del voto per il rinnovo di Comites e CGIE. 

Questa ipotesi, successivamente adottata dal Governo con un rinvio di ben due anni, è stata stigmatizzata e condannata Da Nico Stumpo ed Eugenio Marino, rispettivamente della Segreteria nazionale del PD e dal Responsabile per gli italiani nel mondo, poiché priva la comunità italiana all’estero di un essenziale e operoso riferimento istituzionale in un momento di grave crisi delle politiche migratorie e di fatto equivale ad un colpo gravissimo dato alla credibilità e alla funzionalità di questi organi di rappresentanza. 

Nel Seminario è stata inoltre espressa piena solidarietà al Segretario Generale del Cgie, Elio Carozza, e tramite lui a tutto il Cgie che egli rappresenta, “oggetto di un inqualificabile e gratuito attacco da parte del Sottosegretario Alfredo Mantica, la cui funzione di interlocutore di Governo con le rappresentanze degli italiani all’estero attraversa da tempo una crisi acuta e irreversibile”.




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