Festival del cinema a Locarno

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sriimg20090714_10956632_0Diciotto film, tra cui due svizzeri, si contenderanno il Pardo d’oro al Festival di Locarno che per la sua 63esima edizione vuole essere un omaggio alla sperimentazione, alla scoperta e all’originalità.

Aprire le danze in Piazza Grande spetterà al film “Au fond des bois” del regista francese Benoît Jacquot, mentre nell’ambito della retrospettiva dedicata al regista Ernst Lubitsch, sarà proiettata la storica pellicola “To bee or not to bee” (“Vogliamo vivere!”).

Il cinema elvetico sarà rappresentato in Piazza Grande dal Daniel Von Aarburg con “Hugo Koblet – pédaleur de charme” – un film sulle imprese del famoso ciclista elvetico – e da Paul Riniker con “Sommervögel (Little Paradise)”. Anche il concorso internazionale accoglierà due pellicole svizzere: “Le petite chambre” di Stéphanie Chuat – storia di una coppia in crisi – e “Songs of Love and Hate” di Katalin Gödrös, vero e proprio dramma famigliare ambientato ai piedi della Alpi svizzere. Da notare anche la presenza dei canadesi Denis Côté (“Curling”), Bruce LaBruce (“L.A. Zombie”) e dell’ungherese Benedek Fliegauf (“Womb”).

La selezione 2010 darà ampio spazio anche alla produzione italiana. Con il film “Uomini contro”, Piazza Grande offrirà un tributo al regista e sceneggiatore Francesco Rosi, uno dei padri del film-inchiesta. La pellicola – di impronta pacifista e antiautoritaria – mette in luce le follie della prima guerra mondiale attraverso gli occhi dei soldati. Leone D’oro a Venezia nel 1963 con ” Le mani sulla città”, Rosi è ricordato soprattutto per i film-denuncia sul caso Mattei (1971) e sulla figura di Salvatore Lucania, detto “Lucky Luciano” (1973), un boss della criminalità italoamericana a New York.

Il concorso internazionale darà spazio al regista Daniele Galgione che in prima mondiale presenterà il suo terzo lungometraggio, “Pietro”. Nel 2008, Gaglianone aveva già partecipato al Festival con la proiezione fuori concorso del documentario “Rata Nece Biti” (Non ci sarà la guerra), vincitore nel 2009 del David di Donatello come migliore documentario italiano.

Fuori concorso sarà presentato invece il film del siciliano Franco Maresto, “Io sono Tony Scott. La storia del più grande clarinettista del Jazz”, mentre a margine del Festival sarà reso omaggio all’attore e regista fiorentino Corso Salani, deceduto in giugno. Il pubblico potrà rivedere “Gli occhi stanchi” (1995) e due episodi inediti de “I casi della vita”, il documentario-fiction al quale stava lavorando.




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