Il caso Giacchetta

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COMUNICATO DELL’EDITORE

Di ritorno dalle vacanze abbiamo appreso con grande stupore che un nostro collaboratore, Antonio Giacchetta, è indagato dalla magistratura elvetica – e attualmente in stato di fermo – per distrazione di fondi ai danni di connazionali pensionate. L’editore di questo giornale tiene a precisare che in via cautelativa ha immediatamente e unilateralmente sospeso il rapporto di collaborazione, in attesa dell’esito delle indagini. Il nostro auspicio è che gli accertamenti in corso possano risolversi nel migliore dei modi, sia per l’indagato che per le persone eventualmente danneggiate. Le quali, in ogni caso, se le accuse dovessero essere confermate, avrebbero la nostra piena solidarietà.

PUBLI GRAFICA PRESSE AG

Santo Salamone

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8 commenti

  1. Caro Direttore

    Mi stupisce che il giornale non sappia niente , i suoi collaboratori potrebbero con un poco di indagine giornalistica investicare sul caso . Conosco gia piu di 15 pensionati personalmente e gli assicuro il Signor Giacchetta e un ladro . Non ce bisogno di scrivere un mini articolo e fare finta di non sapere niente.

    Gli mando uno dei tanti articoli che sono usciti . Peccato che un giornale come il vostro che deve per prima cautelare i deritti dei emigranti che sono sicuramente tanti abonati al suo giornale e vorebboro sapere cosa devono fare . Cosa succede con Giacchetta….
    Messaggio di accompagnamento:

    News ITALIA PRESS

    Tre milioni di franchi svizzeri per assistere connazionali?

    Patronato Inca-Cgil: 60 anni dedicati a difendere i diritti e i bisogni delle persone
    2009-08-11 21:21:00
    È stato arrestato il responsabile Patronato INCA-CGIL nonché membro della federazione dei socialisti italiani in Svizzera, compagno Antonio Giacchetta. Si parla di una truffa ai danni dei nostri connazionali che doveva assistere, dai 2 ai 3 milioni di franchi svizzeri, da 1.2 a 1.8 milioni di euro.

    Il responsabile del settore Estero dell’INCA Nazionale, Sergio Sinchetto, intervenendo, in una nota, nel merito dell’arresto di Antonio Giacchetta, già responsabile del Patronato INCA in Svizzera, avvenuto il 3 agosto scorso, oltre ad affermare l’assoluta estraneità ai fatti da parte del Patronato INCA della Confederazione elvetica, tiene a sottolineare due elementi: in primo luogo, l’attività criminosa che è stata interrotta proprio dalla denuncia presentata dalla Presidente dell’INCA svizzera presso la Procura di Zurigo nello scorso mese di marzo; in secondo luogo, il rapporto di lavoro fra l’INCA in Svizzera ed il suddetto Antonio Giacchetta che è stato interrotto prima ancora della denuncia penale.

    “L’esito della vicenda è nelle mani della magistratura svizzer a nella quale riponiamo la nostra fiducia” conclude il responsabile del settore Estero dell’INCA Nazionale, Sergio Sinchetto.

    Anna Biasi | News ITALIA PRESS

    Distinti Saluti
    Fruci Fabrizio

  2. Caro Direttore,

    mi riesce difficile credere che nella sede di un patronato una persona possa operare singolarmente.
    Secondo me ci sono implicate molte piu’ persone,ma molto piu’ facile accusarne una e come fate anche voi della PAGINA dichiararsi sorpresi e stupiti.
    Distinti Saluti.
    Maria

  3. Buongiorno

    Come puo’ una persona truffare povera gente, che lavora una vita intera, che in buona fede si rivolge al patronato per farsi aiutare. Ma questo Giacchetta a mai pensato che danno avrebbe fatto a queste persone?
    E’ un uomo senza coscienza, anzi é un *****!!!
    Non so neanche cosa augurare ad una persona cosi ********. Ma spero che giustizia sarä fatto.

    Sono italiana anche io, ma pensando ad un connazionale cosi mi vergogno di esserlo. anche se
    ne sono sempre stata fiera.

    PIera

  4. Salve

    Mi ero rivolta al Signor Giacchetta nella sede INCA di Zurigo nel 2002, dove si erano rivolti anche i miei genitori rientrando per sempre in Abruzzo nel 2000 per svolgere tutte le pratiche riguardanti la cassa pensione di mio padre, credendo di essere in buone mani, invece mi sono sbagliata di grosso.

    Sono rimasta vedova appena dopo 5 settimane aver perso mio padre il 14 dicembre 2001, ho perso mio marito il 24 gennaio 2002, e avevo diritto anche alla vedovanza italiana. Il Signor Giacchetta non aveva compilato correttemente i moduli e dopo un’anno che non avevo ricevuto alcun indennizzo da Cagliari, mi ero rivolta telefonicamente alla sede INPS di Cagliari, l’impiegato addetto mi disse che non era pervenuta alcuna documentazione!!! Che vergogna, ho dovuto ricompilare nuovamente i moduli, e il Signor Giacchetta fu anche sgargato nei miei confronti quando gliene parlai al telefono!!!!

    Tra italiani queste cose non dovrebbero accadere e dire che sono così orgogliosa di essere cittadina italiana, pur essendo nata e cresciuta a Uster, e i miei nonni materni già immigrati dall’Abruzzo dal 1950!!!!

    Cordiali saluti
    Milena Bracalè, Greifensee-ZH

  5. in primo luogo auguri e buon anno a tutta la redazione della pagina, sono francesco giorno del modie. ” il caso giacchetta” come lei certamente saprá sig. direttore ha toccato la sensibilitá umana di numerose persone, frodare un colosso industriale é un discorso, ma frodare centinaia di onesti lavoratori ha il sapore della beffa. Premetto comunque che al momento il sig. Giacchetta o presunto tale, é solo indagato dunque noi non possiamo fare il processo alle intenzioni, al momente é il presunto responsabile e sottolineo presunto. Resta il fatto che il tutto sembra a suo svafore, ma quello che di piú mi fa rabbia: é il perché la sinistra in Svizzera cerca di trovare giustificazioni ingiustificabili, tutelare i diritti degli italiani all´estero a volte é mettersi anche contro la propria bottega. Sono convinto che anche lei convera con me, ovvero, qualcuno dovrá pagare questo conto, altrimenti la credibilitá di alcune forme di organismi di tutele o presunti tali va a farsi friggere.

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  7. l’orgasmo spontaneo dio ocosi’o pomi quessae’mu

  8. mai aiuto me

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