La vita di Sofia Loren diventa una miniserie

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È tornata sui suoi passi, molti dolori e molte gioie, un percorso a ritroso negli anni, quelli della povertà, del sacrificio e della speranza per un futuro migliore.
“La mia vita, a riguardarla indietro, a ripensare a tutto, oggi che è diventata anche un film per la tv, è stata una favola che continua ancora e che spero non finisca mai”, dice Sofia Loren che ha battuto l’ultimo ciak di “La mia casa è piena di specchi”, la miniserie prodotta da Idea Cinema e Rai Fiction, titolo di punta di Raiuno per la prossima primavera, in cui interpreta sua madre Romilda Villani.article-1217549-06A98D45000005DC-578_468x809
Le scene del film sono state girate nei luoghi reali dove l’attrice ha vissuto: la casa vicino Villa Ada dove abitava con la madre e la sorella, Cinecittà, Pozzuoli. Racconta la Loren: “La mia è stata una famiglia esemplare per unità, per amore, per i momenti difficili, che non augurerei a nessuno oggi, superati con dignità. Credo che sia venuto fuori un affresco bello in cui si può rivedere l’Italia di quegli anni”.
Nel film, Margareth Madè, l’ex modella scoperta da Giuseppe Tornatore e protagonista del suo ultimo film,  Baaria, interpreta Sophia Loren da giovane. “È una ragazza riservata, un bel volto fresco. Certo è più magra, ma non era quello l’importante. È una bella ragazza, con occhi interessanti, Sindoni ha fatto una buona scelta”.
Protagonista maschile è Enzo De Caro nei panni di Riccardo Scicolone, il padre di Sofia e Maria. La Loren, come già accennato, nel film interpreta sua madre Romilda e a questo proposito confessa: “Provo un’emozione che non si può descrivere. È come se lei fosse ancora con me e mi prendesse per mano per ripercorrere i momenti belli e quelli drammatici della nostra vita insieme”.  “Mia madre – aggiunge – è stata una persona non facile. Era un’artista che suonava il piano come nessun altro. Una donna appassionata che ebbe la vita distrutta dall’impossibilità di costruire una bella famiglia con mio padre.
Ha vissuto in amarezza, con la responsabilità di queste due figlie, in un ambiente povero come era la Pozzuoli di allora.
Mia madre Romilda – dice ancora – era una persona che sembrava determinata, piena di forze, invece era fragile e non ha avuto soddisfazioni riversando su di me le sue speranze”.  “Da Romilda – dice l’attrice che ha interpretato un’altra madre (quella di Fellini) nel musical “Nine” di Rob Marshall – ho ereditato la timidezza. In pubblico mia madre non lo dava a vedere ma in realtà era un animelle. Nu’ uapp’e cartone, un guappo di cartone, come diciamo a Napoli… Io sono come lei…”.
La Loren guardando  al futuro dice: “Non faccio progetti, non programmo niente ma se ci saranno occasioni per cui valga la pena tornerò ancora sul set, lasciando figli e adorati nipoti”.




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