OBAMA DA LETTERMAN TRA ECONOMIA, SANITA’ E AFGHANISTAN

Questo articolo è stato visitato 167 volte
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessuna valutazione)
Loading ... Loading ...

Obama da LettermanNEW YORK – Per la prima volta un presidente americano in carica entra nello studio di David Letterman: “Ha detto di sì, senza pensarci, proprio come Bush ha fatto con l’Iraq”, spiega il comico della notte nella seconda delle “dieci ragioni” che hanno indotto Barack Obama a scegliere il Late Night Show della Cbs per la vigilia del suo debutto alle Nazioni Unite dove apre il vertice sul clima.

Per Obama, unico ospite per 35 minuti dell’Ed Sullivan Theater di New York, era la sesta volta da Letterman, mai però un capo della Casa Bianca negli anni del suo mandato aveva usato la poltrona del seguitissimo programma di tarda serata per rilanciare il messaggio alle masse. Messaggio che per Obama, dopo qualche battuta iniziale sulle figlie Sasha e Malia (“mi preoccupa quando saranno teen-ager e andranno agli appuntamenti coi ragazzi circondate da uomini armati”) e un affondo ironico sul tema del razzismo (“E’ importante sottolineare che ero nero prima di essere eletto”), ha virato presto su temi seri: dalla sanità, all’economia, all’Afghanistan.

“Il suo lavoro è più difficile del mio. Ecco cosa ho imparato oggi”, ha detto Letterman al presidente: “Quando invochi la Gran Bretagna o il Canada, la gente rabbrividisce. Io non sono socialista ma non mi sembra niente male”. E Obama: “Ai canadesi il loro sistema piace, ma ogni paese è diverso. Quasi ogni paese avanzato ha la mutua per tutti. Noi dobbiamo trovare la via americana per farlo”.

Obama ha affrontato l’economia, tema caldo in vista del vertice del G20 che si apre il 24 settembre a Pittsburgh: la disoccupazione sarà “un grande problema almeno per ancora un anno”, ha detto il presidente. Letterman ha poi chiesto a Obama di spiegargli la sua posizione sul’Afghanistan dopo il rimpallo di notizie sull’urgenza di rinforzi contenuta nel rapporto del comandante in area Stanley McChrystal: “La gente che ha ucciso 3.000 americani era basata in Afghanistan.

Sono stati ricacciati nelle montagne ma sono ancora lì. Sono indeboliti, ma sono ancora lì”, ha risposto il presidente, che ha confermato però la sua intenzione di una pausa di riflessione prima di decidere sull’invio di rinforzi. “Il paese è stanco della guerra. A questo punto dobbiamo avere una strategia coerente che funzioni. Devo far sì che ne valga il sacrificio prima di decidere ulteriori dislocamenti di truppe”, ha detto.




Invia a

  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live
  • MisterWong
  • Yigg
  • MyShare
  • MySpace
  • Ping.fm
  • Webnews.de
  • Yahoo! Buzz

ParolaChiave:   ,

Lascia un commento

Il suo indirizzo IP - 38.107.179.240
Per questioni di sicurezza verra registrato ad ogni ordine il so indirizzo IP.

Please note: comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

icon_wink.gif icon_neutral.gif icon_mad.gif icon_twisted.gif icon_smile.gif icon_eek.gif icon_sad.gif icon_rolleyes.gif icon_razz.gif icon_redface.gif icon_surprised.gif icon_mrgreen.gif icon_lol.gif icon_idea.gif icon_biggrin.gif icon_evil.gif icon_cry.gif icon_cool.gif icon_arrow.gif icon_confused.gif icon_question.gif icon_exclaim.gif