Quando tra le dita dei piedi si creano piccole piaghe

podiatrist-brooklyn-atheletes-footQuando comincia a far caldo, bisogna fare attenzione anche ai piedi, perché con l’aumento della sudorazione si creano anche le condizioni per una rapida crescita di microrganismi che possono causare numerosi fastidi alla pelle dei piedi.
Tra i vari microrganismi il più diffuso è un fungo che si riproduce con facilità, sia in ambienti caldi che umidi, e causa la Tinea Pedis (o anche tigna del piede), una patologia contagiosa causata, appunto, da un gruppo di funghi dermatofiti. Appartiene alla classe delle dermatomicosi o micosi superficiali che colpiscono la pelle glabra (priva di peli).
Questo fastidio è chiamato in gergo il “piede dell’atleta” perché a soffrirne sono soprattutto coloro che usano le scarpe da ginnastica, cioè in gomma, specie se indossate senza calze.
Queste scarpe, così usate, non favoriscono una corretta traspirazione del piede e costituiscono l’ambiente adatto per la riproduzione del fungo in esame.
Il piede dell’atleta si riconosce facilmente perché tra le dita si formano degli arrossamenti o anche fessurazioni che provocano prurito e dolore.
Le infezioni da Trichophyton mentagrophytes iniziano generalmente a livello del III e IV spazio interdigitale e poi si estendono alla superficie plantare dei piedi.
Gli spazi interdigitali dei piedi appaiono spesso macerati, con bordi squamosi, a volte vescicolari.
Le forme eritematose acute, con molte vescicole e bolle, sono comuni durante la stagione calda. All’inizio si tende ad ignorare il problema, ma poi, quando si va a grattare, la pelle umida e bianca si stacca e si formano delle vere e proprie piaghe che possono essere dolorose e possono anche impedire di camminare bene.
Cosa si può fare per contrastare il fenomeno?
Il professor Antonino Di Pietro, presidente della Società internazionale di dermatologia estetica e oncologica, dice: “Consiglio di effettuare un pediluvio, ogni sera, con acqua tiepida e con un cucchiaio da cucina colmo di bicarbonato di sodio per ogni litro di acqua utilizzato.
Il pediluvio deve durare almeno per 10 minuti e a questo suggerisco di far seguire una asciugatura minuziosa, senza risciacquo. Il bicarbonato è utile perché svolge una naturale azione antifungina che aiuta a bloccare la replicazione del fungo.
Oltre ai pediluvi così effettuati, raccomando anche di mettere tra le dita dei piedi, anche dove non ci sono lesioni, una o due gocce di olio di melaleuca, un antifungino naturale.
Il paziente deve effettuare il trattamento dopo il pediluvio e prima di andare a letto”.
Il trattamento deve durare almeno una settimana, aggiunge il professor Di Pietro; se però i risultati non dovessero essere soddisfacenti, si consiglia di usare una pomata antifungina a base di tioconazolo o bifonazolo per due volte al giorno per almeno un mese.
Ci si potrebbe chiedere come mai la terapia debba essere protratta per così tanto tempo. La risposta è semplice: bisogna essere sicuri di aver debellato il fungo fin negli strati più profondi della cute.
Se l’infezione è molto estesa, possono essere usate anche compresse per bocca: anche in questo caso la durata del trattamento è di circa un mese. La dose normale è di una pillola al giorno.
Le sostanze di cui si compongono sono a base di terbinafina, di itraconazolo o di fluconazolo e agiscono bloccando la riproduzione del fungo.
È chiaro, però, che i risultati sono concreti solo se oltre ai farmaci si procede ad una igiene accurata e profonda.
In conclusione, i procedimenti sono: innanzitutto massima igiene e asciugatura altrettanto scrupolosa.
Poi l’utilizzazione di calzature che permettano ai piedi una traspirazione adeguata, quindi scarpe di tela o sandali.
Se proprio si vuole usare la scarpa da ginnastica, bisogna indossare i calzini di cotone o, in alternativa, quelli che lasciano la caviglia scoperta, ma la pianta del piede va protetta da un calzino di cotone.
Infine, per prevenire il contagio, bisogna evitare di camminare a piedi nudi; in ogni caso mai andare a piedi nudi in ambienti umidi come palestre e soprattutto piscine, che sono i luoghi dove più facilmente l’infezione da fungo viene contratta: la trasmissione della malattia avviene infatti per contatto grazie a piccoli frammenti di pelle che si staccano dal malato e si disperdono nell’ambiente.
Il contagio può essere diretto ma anche indiretto per esempio per presa di contatto con docce, pedane, pavimenti o altri oggetti utilizzati da persone colpite da micosi.
✗redazione@lapagina.ch

2 Commenti

  1. youssef scrive:

    per distruggerla basta prendere I CHIODI DI GAROFANO IN POLVERE e mischiarlo col milele e spalmare sulla parte colpita da questa micosi, ogni sera prima di dormire, e ripetere finche non va via. io ce ho messo una settimana piu meno. ciao

  2. youssef scrive:

    col miele

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