Zecchino d’Oro, si chiude l’edizione delle polemiche

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52-storiaAlla fine ha vinto, come sempre, la tradizione, anche nell’edizione delle polemiche.

È stata “La doccia col cappotto”, orecchiabile canzone scritta da un autore pluripremiato della rassegna come Gianfranco Fasano, ad aggiudicarsi il 52esimo Zecchino d’Oro, che si è concluso in diretta tv su Raiuno dall’Antoniano di Bologna. A interpretarla due bimbe di quattro e otto anni, Francesca Melis di Selargius, provincia di Cagliari (vedi foto) e Giulia Panfilio di Milano.

Francesca Melis era la più piccola tra i dodici baby-artisti in lista. La sua “carriera” è iniziata alcuni mesi fa quando i genitori, notando la passione per il canto, hanno deciso di portarla ad una prima selezione nella parrocchia di Sant’Antonio a Quartu.

Seconda classificata una mini-cantante tedesca di dieci anni, Susanna Mauer di Wiesbaden, con “Pigiama party”, brano che ha fatto incetta di premi nei giorni scorsi. Dodici i pezzi in gara, otto italiani e quattro stranieri (provenienti da Bulgaria, Malta, Inghilterra e Germania). A decretare la classifica è stata la classica giuria composta da bambini, una ventina tra gli 8 e i 12 anni di età.

Il Telezecchino, assegnato dai telespettatori, è andato invece a “La danza di Rosinka”, canzone interpretata dalle sorelline bulgare Tonika e Ivelina Andreeva Rosenova.

Sono state 140.000 le preferenze espresse con il televoto, i cui introiti sono indirizzati al Fiore della solidarietà per la costruzione di una scuola per 500 bambini che vivono a Lima (Peru’) in estrema povertà e con un elevato tasso di analfabetismo. Presentata da Veronica Maya e Paolo Conticini, con i contributi telefonici di vari vip (da Christian De Sica a Katia Ricciarelli, da Manuela Arcuri a Milly Carlucci), si è chiusa così un’edizione contrassegnata anche dall’assenza di Cino Tortorella, che nei mesi scorsi ha promosso una causa legale per danni morali contro il direttore dell’Antoniano, fra’ Alessandro Caspoli, ‘reo’ a suo avviso di aver dilapidato in pochi anni (è responsabile dal 2003) un patrimonio di professionalit, mentre la Cisl, ad una settimana dalla maratona tv, aveva lanciato l’allarme per il futuro del Centro di produzione bolognese (“è sottoutilizzato dalla Rai, da 200 a 15 ore l’anno”), con rischi per il lavoro dei dieci dipendenti e del centinaio di persone che gravitano nell’indotto.

Un allarme raccolto anche a livello politico. Il Comune di Bologna, ad esempio, ha deciso di regalare un cd con le ninne nanne dello Zecchino a tutti i neonati della città dall’1 dicembre: un benvenuto musicale ai nuovi bolognesi, ma anche un piccolo aiuto all’Antoniano.

“Valuteremo come affrontare il problema con tutte le relazioni possibili sia verso la Rai, sia verso altre ipotesi che lo stesso Antoniano sta approfondendo”, ha promesso l’assessore alle attività produttive Luciano Sita.

Per la finale i frati aspettavano il direttore di Raiuno Mauro Mazza (e forse un ministro, si era parlato di Ronchi), ma la loro presenza non si è concretizzata.




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