Moda

Altaroma fra sacro e profano

Glamour e alta moda nella città eterna con le collezioni di haute couture delle grandi firme

Dal 6 al 9 luglio la moda è stata di scena nella capitale grazie ad AltaRoma, l’evento semi-annuale che porta nella città eterna le collezioni di haute couture delle grandi firme. Confermata la struttura del programma, configurato in tre sezioni: ‘Fashion Hub’, dedicata a scouting, formazione e promozione della creatività emergente; ‘Atelier’, contenitore di sfilate e presentazioni di maison di couture, neo-couture, piccoli atelier, sartorie e artigianalità e ‘In Town’, destinata a iniziative e attività connesse alla moda che durante la manifestazione colgono l’occasione per promuoversi e instaurare contatti utili al proprio business.
Questa edizione fra gli eventi mondani legati al fashion world ha visto sfilare le linee autunno inverno 2017-2018: fra arte, musica e cinema, la kermesse capitolina dedicata all’universo della moda ha così consolidato il suo carattere multidisciplinare. Tre le mostre ospitate nelle sale del Guido Reni District, di fronte al Maxxi: la prima, ‘Drops of Italian Glamour’, ha presentato una selezione di quaranta abiti dalla collezione di Enrico Quinto e Paolo Tinarelli creati da couturier italiani, modelli da fine anni Sessanta al primo decennio del XXI secolo, già in mostra a Rio de Janeiro, Lima e al Victoria & Albert Museum. Una bella testimonianza dell’essenza dello stile italiano attraverso gli abiti che hanno definito la moda femminile e il costume, dal dopoguerra al XXI secolo, evidenziandone tutti quegli elementi che hanno creato un’aurea di mito intorno all’Italia e al made in Italy.
La seconda mostra, ‘Vanitas – L’Abito tra Sacro e Profano Memorabilia dalla collezione privata di una famiglia romana’, ha invece indagato la storia dell’abito come segno esteriore e identificativo del ruolo sociale individuale attraverso la ricostruzione di una quadreria che ha messo a confronto ritratti civili ed ecclesiastici dal Settecento ai primi anni del Novecento, ispirata alla scenografia de La migliore offerta di Tornatore.
La terza mostra, ‘A.I. – Prove Tecniche di Trasmissione’, curata dal progetto internazionale A.I. Artisanal Intelligence di Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, ha invece approfondito la rappresentazione dell’abito dalla televisione degli Anni Sessanta a Instagram, suggerendo una nuova forma di archiviazione: abiti digitali, dove il pixel sostituisce il tessuto. A conquistare il pubblico le collezioni di Renato Balestra, Gianni Molaro, Sabria Persechino, Rani Zakhem e l’esordio del giovane Sylvio Giardina, per la prima volta sulla scena romana. Si è poi svolta anche la tredicesima edizione di ‘Who Is On Next?’, il progetto di fashion scouting ideato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia, e dedicato ai giovani talenti della moda.
Dodici i progetti selezionati per questa edizione, mentre in una delle sale dell’ex caserma sono stati proiettati i momenti più emozionanti delle passate edizioni del contest, con interviste ad alcuni tra i più noti degli oltre 130 designer che vi hanno preso parte. Omaggio anche al mondo del cinema e alla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani con la proiezione in anteprima del film ‘Franca: Chaos and Creation’ di Francesco Carrozzini. A conclusione, sulle pareti del Guido Reni District, sono stati proiettati filmati d’epoca legati alle grandi maison di moda, da Gattinoni alle Sorelle Fontana, passando per Schuberth, André Laug, Capucci e Balestra.

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foto: Ansa

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