
In 12 minuti e 47 secondi la testa del Böögg, il fantoccio che simboleggia l’inverno, è esplosa tra le urla di stupore ed entusiasmo degli astanti: è deciso, ci attende una stagione calda!
La tradizionale Sechseläuten di Zurigo si è svolta senza intoppi, in un tripudio di fiori e costumi d‘epoca che hanno sfilato per le migliaia di persone che affollavano i punti nevralgici della festa. Dunque, dopo le rassicurazioni della tradizionale festa della primavera, non ci resta che godere dei giorni di tempo mite se non addirittura di caldo promessi dal Böögg e pensare alle prossime vacanze.
Siamo proprio all’inizio delle vacanze di primavera e, per chi non ha organizzato alcuna partenza imminente, potrà certamente godere di una temperatura piacevole in Svizzera, che invoglia a vivere le lunghe giornate fuori di casa e, perché no, a programmare qualche piacevole giro o gita fuori porta per Ascensione e Pentecoste, da sempre uno dei momenti chiave per i viaggi degli svizzeri (tra l‘altro quest‘anno si può contare su ponti convenienti).
Però, se una volta le cose a cui pensare erano inerenti solo a questioni di viaggio (giorni disponibili, scelta della meta, offerte, last minute e souvenir) adesso a queste si sono aggiunte paure ed incertezze che una volta ci sembravano lontane, ma che invece sono reali e possibili.
Diciamolo, il contesto geopolitico così febbricitante che stiamo vivendo ci condiziona giorno per giorno in tutte le decisioni attuali, ma anche per quelle che riguardano l‘immediato futuro. Come può essere programmare un viaggio per le prossime ferie.
I più lungimiranti e i super organizzati, quelli che prenotano i loro viaggi per le vacanze in largo anticipo, in questo momento, possono fare le loro consuete scelte con la stessa tranquillità di una volta?
Ad oggi non è possibile. Molte mete, da essere le più acclamate, sono diventate “rosse“, ovvero tra quelle da evitare. In quanti hanno dovuto cambiare meta per la propria sicurezza? Ma la situazione attuale geopolitica è talmente critica che incide sulla nostra quotidianità a largo raggio, pensiamo al caro prezzi, all‘aumento di gas e altre materie prime. Non meno importante è il commercio globale, fortemente compromesso, mentre si presta una maggior attenzione alla sicurezza interna per paura di atti terroristici.
Diversi Paesi europei stanno aumentando le spese militari (spinti anche da organizzazioni come la NATO) e questo a discapito di altri settori a cui mancano le risorse e molto altro che, senza accorgercene, incidono sulla nostra quotidianità.
Anche da lontano, anche se non siamo coinvolti in prima persona, i conflitti attuali ci investono in maniera subdola ed efficace: non lo vediamo, ma ne sentiamo l’effetto nei prezzi, nelle scelte politiche e nelle opportunità economiche… figuriamoci nella scelta delle nostre vacanze.
Oggi è una giornata particolare, siamo in attesa di quello che succederà ai colloqui in Pakistan per trovare un accordo sullo Stretto di Hormuz, per mettere fine a questo lungo braccio di ferro tra Usa e Iran. Come sappiamo, lo Stretto di Hormuz è di fondamentale importanza per l’economia mondiale, e a causa della situazione di crisi attuale, il traffico è crollato drasticamente e molte navi restano ferme fuori dallo stretto. Questo clima di incertezza spinge le Borse in rosso e il petrolio al rialzo, traducibile per la popolazione in una crisi sempre più profonda. Non ci resta che sperare in qualche buona notizia che porti un po‘ di ottimismo e fiducia per il futuro incerto, un po‘ come quando dopo, un lungo e freddo inverno, lo scoppio precoce di un fantoccio ci rincuora nella speranza di una bella stagione.
Il Böögg ogni anno si immola per predire la nostra nuova stagione. Quest’anno ci piace pensare che abbia scelto di sacrificarsi per una causa più giusta: che la situazione di emergenza attuale sia breve, duri poco. Che ci stupisca come lo scoppio dei petardi, che solitamente fa saltare in aria l‘inverno, per quest‘anno invece ci predica l‘arrivo di una “bella stagione“ in senso più esteso… ma, forse, in questo caso il Böögg avrebbe dovuto avere delle fattezze ben precise, un gran ciuffo pronunciato e una stretta cravatta rosso al collo.
Redazione La Pagina

