
Una nota canzone esordiva: “Respiriamo l‘aria, è la primavera!“ e quindi fazzoletti in mano, che in questa stagione sbocciano… gli starnuti!
Le allergie di questo periodo sono davvero insopportabili e, secondo studi recenti, sembra che si cominci sempre prima a doverle affrontare: nel 2026 pare che i primi pollini in Svizzera siano stati rilevati già a dicembre, mentre l‘apertura ufficiale della stagione allergica è stata anticipata a febbraio. Questo “arrivo precoce“ della stagione allergica non è neppure una novità o un’eccezione, poiché sta diventando la nuova normalità. Inoltre, quanti di voi si scoprono improvvisamente allergici senza esserlo mai stati prima? Anche qui le notizie non sono migliori, perché ricerche in questo settore hanno dimostrato che a soffrire di allergia ai pollini in Svizzera sono 1 persona su 5, e le stime per il futuro non sono per nulla confortanti, perché si parla di una crescita fino a 25-30% della popolazione allergica, che in futuro potrebbe arrivare facilmente ad interessare il 50% degli abitanti della Svizzera. Certamente, avvisano gli esperti, gran parte del problema è accentuato dal cambiamento climatico e dall’inquinamento con lo smog urbano che contribuisce all’aumento dell’aggressività dei pollini. Ma, poiché in Svizzera siamo abituati a ragionare con i soldi, la stagione allergica non è solamente fortemente fastidiosa per chi ne soffre, ma diventa anche un problema di sanità pubblica, visto che i costi sanitari si aggirano intorno a 1 miliardo di franchi all‘anno. Problema non di poco conto, visto che, soprattutto in questo momento, i soldi in Svizzera servono anche ad altro, per esempio alla difesa. È, infatti, recente la notizia della richiesta da parte del Consiglio federale di 3,4 miliardi di franchi per rafforzare “le capacità nel ciberspazio della Svizzera, nonché la difesa terra-aria da attacchi missilistici a distanza e dai mini-droni“. A questi, l’Esecutivo vuole aggiungere un credito di 394 milioni per coprire parte dei maggiori costi destinati all’acquisto di almeno 30 caccia F-35A. Tutto ciò perché, in questa particolare primavera, c’è il rischio reale che a sbocciare non sia solo la vegetazione che minaccia la salute degli allergici, ma anche bombe e attacchi vari che minacciano la sicurezza di tutto il mondo! Non è difficile capire, infatti, che questa decisione sia dovuta ad un “deterioramento della situazione geopolitica” e crescita di minacce moderne (missili, droni, attacchi ibridi), quindi diventa necessaria una risposta sistemica ad un contesto globale più instabile. Infatti, alla guerra in Ucraina si è aggiunto il conflitto in Medio Oriente, che si è già allargato a Cipro e alla Turchia. Per non parlare dell’attualissima situazione molto delicata dello Stretto di Hormuz. Così anche per la Svizzera i rischi sono considerevolmente aumentati, con l‘aggiunta che la Confederazione non può neanche contare né sull’Ue né sulla Nato. Certo, la Svizzera non subisce minacce dirette, ma il peggioramento della situazione in Europa, ha un forte impatto sulla Confederazione, così, ha spiegato ai media il “ministro“ della difesa Martin Pfister, bisogna correre ai ripari – nel senso più concreto della frase – e spendere per la sicurezza del Paese.
Ci affacciamo a questa nuova stagione timorosi e nostalgici: timorosi perché l’aria si fa sempre più “pesante“ e nostalgici perché comincia a mancare fortemente la primavera di una volta, quando ci bastava notare e ammirare la stagione in cui “sbocciano i fiori“. Sarà monotono, ma un po‘ di sana e tranquilla monotonia non ha fatto mai male a nessuno…
Redazione La Pagina

