Naresma: la nuova malattia nasale

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RaffrFienoBC’è un raffreddore che non è un raffreddore ma è molto simile ad esso. Si manifesta allo stesso modo di un raffreddore perenne, ma in termini scientifici si chiama Naresma, ossia raffreddore cronico.

Cosa ha di particolare Naresma? Vediamo intanto quali sono le sue caratteristiche principali: di giorno questa “specie di raffreddore” provoca un flusso di muco nasale intenso, superiore a quello di un normale raffreddore. 

Di notte, rende impossibile respirare con il naso, che è sempre ostruito. 

Si tratta, in realtà, non di un raffreddore accompagnato da mal di gola o da bruciore e prurito agli occhi, ma di un “raffreddore cronico”, appunto, con sintomi diversi dal normale raffreddore.

Il primo dei quali è una serie di starnuti non appena ci si alza in piedi. Il secondo sintomo è che la serie di starnuti inizia anche al minimo cambio di temperatura. 

Il terzo, come già anticipato, consiste nella mancanza di possibilità di respirare con il naso durante la notte, fatto che, a sua volta, provoca due altri inconvenienti: il russamento e le apnee notturne. 

Non c’è bisogno di dilungarsi troppo sul russamento e nemmeno sulle apnee, perché  pensiamo che queste problematiche siano note ai lettori. 

Il quarto sintomo del raffreddore cronico è la sensazione psicologica dovuta alla fuoriuscita continua di muco nasale.

Analizzati i sintomi, come fare per affrontare il problema? 

Abbiamo raccolto la testimonianza del dottor Matteo Gelardi, responsabile di un’Unità Operativa di Rinologia presso il Policlinico di Bari. Il dottor Gelardi dice che la prima cosa a cui sottopone i pazienti con i sintomi prima descritti è una verifica allergologica, pur sapendo che vi si sono sottoposti già in precedenza. 

La seconda analisi è il “test citologico”, che consiste nel prelievo di un piccolo frammento di mucosa nasale (con un tampone o con due speciali spatoline) e nel suo successivo studio al microscopio ottico; si tatta di un esame semplice, rapido ed indolore, eseguibile anche in età pediatrica. 

Se nella mucosa nasale c’è la presenza di alcune cellule particolari, chiamate eosinofili e mastocellule, tipiche del sangue, allora si può trarre la diagnosi di “raffreddore cronico”, ovvero di Naresma.

Queste cellule, infatti, non sono mai presenti in soggetti sani. 

A questo punto, chiarito di cosa si tratta, si passa alla terapia: “Le medicine usate per tenere sotto controllo il raffreddore cronico sono il cortisone, meglio se in preparati da spruzzare nelle narici, e gli antistaminici, che si prendono per bocca. 

Questi farmaci bloccano la reazione infiammatoria alla base del problema e restituiscono una vita normale”. 

Trattandosi di patologia ad andamento cronico, necessita di controlli periodici ambulatoriali e terapie calibrate sull’entità dei sintomi.

Nei casi più seri, un controllo ogni tre mesi, nei casi più lievi, una volta ogni due anni.

Dice ancora il dottor Matteo Gelardi: “A volte, se non si è riusciti ad ottenere una significativa riduzione dei sintomi con il cortisone da spruzzare nel naso, prescrivo una cura, di cinque giorni al massimo, a base di cortisone da prendere per bocca. Tuttavia, sono trattamenti occasionali che non sono mai protratti per lunghi periodi e quindi sono ben tollerati dal paziente. Raccomando sempre di seguire con regolarità la cura perché i casi di raffreddore cronico non curati possono dare problemi fastidiosi. I pazienti sono predisposti alla poliposi nasale e all’asma brochiale”. 

Meglio curare per tempo che esporsi a rischi di complicazioni: la prima, poi, può essere risolta con la chirurgia, la seconda con trattamenti più pesanti dal punti di vista farmacologico.

La malattia ha un’incidenza del 10%, nell’ambito delle rinopatie, e pare aver una espressività famigliare, in alcuni casi.




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3 commenti

  1. Quali sono gli esami da richiedere e quali centri sono abilitati.E’ da circa dieci anni che di notte mi sveglio con la bocca asciutta cosa che capita spesso anche di giorno. Abito in provincia di Caserta.Grazie per l’eventuale risposta.

  2. buongiorno dott. Gelardi, sono una ragazza di 30 anni che soffre di naresma da circa 7anni. Ho i valori dell’ecp a 45 (3 volte la soglia massima) e dall’esame citologico è emerso “granulociti neutrofili….”. Uso da 7 anni spray cortisonici (flixonase o rinelon) e antistaminico Xyzal. Il mio allergologo a ottobre ha cercato di sostituire lo spray cortisonico con Rinovagos.. Sono durata 7 mesi ma a marzo ho ricominciato a non respirare e mi ha dato un altro spray cortisonico, Avamys. Basta un semplice raffreddore a chiudere le tube e provocarmi dolori alle orecchie, gola e testa. La mia domanda è: si può usare a vita spray cortisonico e antistaminico? non porta conseguenze o assuefazione? grazie

  3. Ho 54 anni e mi riconosco in tutti i sintomi della nuova patologia chiamata “naresma”. Fin dall’adolescenza, la mattina appena mi alzavo cominciavo a starnutire con continuo flusso di muco nasale , questi episodi si ripetevano anche durante la giornata , la notte
    e al cambio di temperatura. Ho fatto le prove allergiche sulla cute e sul sangue ma i risultati sono stati negativi.
    Negli ultimi 5 o 6 anni sono peggiorata , è subentrata l’asma e la tosse con continua fuoriuscita di muco . il medico di base mi ha prescritto lo spray “FOSTER” , gli episodi di asma e tosse si sono ridotti ma appena smetto ricomincia di nuovo l’asma.
    Quando faccio gli esami del sangue ho sempre gli eosinofili alterati. Ho notato che anche quando sto in ansia per un qualsiasi motivo
    mi viene da starnutire con continua fuoriscita di muco nasale e se non uso lo spray che ho indicato prima – subentra anche l’asma.
    Con questa nuova scoperta spero finalmente di risolvere i miei problemi. Abito nella provincia di Napoli , chiedo consiglio e grazie per la risposta. Un enorme ringraziamento ai ricercatori.

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