Politica

Addio pensioni d’oro

Dopo il Decreto Dignità, Di Maio annuncia il taglio alle pensioni sproporzionate

Dal Ministero del Lavoro l’ordine è ‘Avanti tutta!’, e dopo il Decreto Dignità, il vicepremier Luigi Di Maio annuncia il taglio delle pensioni d’oro. “Questa settimana nella commissione Lavoro del Senato calendarizzeremo la proposta di legge sul taglio delle pensioni d’oro – afferma Di Maio – Puntiamo a che l’ok a questo provvedimento arrivi prima dell’estate”. Ma a chi si riferisce il Ministro del lavoro quando parla di tagli e di pensioni d’oro? “Chi prende una pensione sopra i 4-5 mila euro netti e non ha versato i contributi” subirà un taglio “in proporzione ai contributi versati”.

In questo modo le cose cambieranno per i due estremi: non solo per chi prende pensioni sproporzionate, ma anche per chi, dall’altro lato, percepisce pensioni minime perché, spiega il ministro Di Maio, “grazie al miliardo che risparmieremo potremo aumentare le pensioni minime” puntualizzando inoltre che “chi si merita pensioni alte per avere versato i giusti contributi ne ha tutto il diritto, ma quest’estate per i nababbi a spese dello Stato sarà diversa”.

Dunque, anche se non ci sono i mondiali per l’Italia, ci sarà lo stesso qualcosa per cui festeggiare: “la fine delle pensioni d’oro e l’inizio di un’Italia più giusta”. L’ago della bilancia che mette in evidenza le ingiustizie italiane è proprio il lato economico, come spiega il vicepremier, “è iniziata l’estate, e tanti italiani cominciano a farsi i conti in tasca per vedere se è rimasto qualcosa per una decina di giorni di ferie con la famiglia. Alcuni non le faranno proprio”. “Altri invece – prosegue – faranno vacanze da nababbi sullo yacht perché hanno una pensione d’oro di migliaia e migliaia di euro – in alcuni casi anche oltre 20.000 euro netti – che da anni gli paga tutta la collettività a causa delle distorsioni del vecchio metodo retributivo, che gli permette di avere molti più soldi rispetto a quelli che hanno versato”. “Uno sfregio – conclude – a quei tre milioni di italiani che non hanno neppure i soldi per fare la spesa, perché sono stati abbandonati dalle istituzioni”.

Solo la settimana scorsa Di Maio ha annunciato fiero il famoso Dl Dignità che riguarda soprattutto le misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. “Avevamo promesso guerra al precariato, alla burocrazia al gioco d’azzardo e alle delocalizzazione, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto” come specificava Di Maio nel video pubblicato su Facebook. Ma sul Dl Dignità anche Salvini si è voluto esprimere complimentandosi con il collega, ma frenando gli entusiasmi e annunciando delle modifiche in Aula. “È un buon inizio, e poi il Parlamento cercherà di renderlo ancora più efficiente, più produttivo”. Di Maio, in risposta, si annuncia aperto al dialogo, ma non all’annacquamento delle norme scritte e avverte che “se si vuole annacquare la norma sul gioco d’azzardo, sulle delocalizzazioni, tutto l’impianto contro la precarietà allora il M5S sarà un argine”. Il vicepremier pentastellato si esprime anche per quel che riguarda i vitalizi degli ex parlamentari che “credo che in questa settimana alla Camera si aboliranno”, e anche che “sarebbe strano che il Senato arrancasse su questo punto”.

E infine rassicura tutti gli elettori su punti molto centrali della campagna elettorale pentastellata: “Reddito di cittadinanza subito, entro quest’anno, perché è la nostra priorità, poi essendo io una persona leale, visto che ho firmato un contratto che prevede anche flat tax e via la legge Fornero, lavoreremo giorno e notte per raggiungere anche questi obiettivi”.

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foto: Ansa

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