Editoriale

Aiuto, all’estero manca la destra!

Passa il tempo, ma il vizietto non lo perdiamo mai! Quello di gridare allo scandalo, di vedere sempre complotti, di accendere e infuocare gli animi e le polemiche. Vediamo le cospirazioni contro di noi ovunque e non vediamo l’ora di far scoppiare le bombe e adesso, attraverso i canali social, lo scandalo è inflazionato e soprattutto è quello che più di tutti ha un seguito! Con le elezioni politiche la ricerca dello scandalo si fa frenetica (cosa non si fa per un “Like”) e tutto, davvero tutto, diventa motivo di allarmismo come è accaduto a quell’utente di Facebook che ha creato un vero e proprio caso con migliaia di condivisioni e innumerevoli commenti perlopiù indignati. Cosa stava denunciando l’utente Facebook? L’incredibile assenza dei simboli di destra e centrodestra dalla scheda elettorale inviata ai cittadini residenti all’estero.

“Un mio contatto che sta all’estero – scriveva l’utente su Facebook – ha appena ricevuto le schede per votare. Come potete verificare voi stessi mancano tutti i simboli dei partiti di centrodestra e destra. In sostanza i voti all’estero sono truccati. Fate girare, facciamo scoppiare il casino!!!”. Il casino lo ha fatto davvero, ma non come immaginava. L’utente è sicuramente poco esperto di politica da non sapere che il centrodestra è rappresentato da un unico simbolo per la coalizione formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

Mentre l’assenza sulla scheda degli altri partiti di destra (CasaPound e Forza Nuova) è dovuta al fatto che non sono state raccolte le firme necessarie a presentare candidati anche nella Circoscrizione Estero, così come è accaduto al partito di sinistra Potere al Popolo. Ma il vero caso che riguarda l’urlo di denuncia alle irregolarità delle votazioni all’estero è il fatto che notizie come queste, assolutamente false e quasi assurde, hanno un seguito preoccupante. Nonostante l’autore del post, dopo essersi accorto dell’imbarazzante gaffe, ha provato ad eliminare il corpo del reato, ormai la notizie era di dominio pubblico perché era stata condivisa da migliaia di altri utenti. È così che nascono le fake news e che soprattutto hanno seguito tra tutti quelli che, purtroppo, riescono a cascarci, che non fanno la fatica di controllare e verificare la veridicità della notizia. È davvero chiedere troppo desiderare una campagna elettorale senza dover per forza scontrarsi con i terroristi della fake news affetti dalla condivisione ossessiva compulsiva? Già ci pensano molti dei politici a spararle grosse, se ci si mette pure la rete rischiamo di rimanere imprigionati nell’irreale una volta per tutte. Tranquilli dunque, i simboli ci sono tutti, basta controllarli, conoscerli e capirli. Quello che manca, forse, è l’elettore attento.

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foto: Ansa

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