Cronaca

Alla ricerca del “russo”

Folle ricerca dell’omicida di due uomini: è un soggetto estremamente pericoloso

Non si è più certi di chi si stia cercando. Igor Vaclavic detto ‘il russo’, 41 anni, ricercato per l’omicidio di Davide Fabbri, il barista freddato nel suo locale una settimana fa a Budrio, e per quello di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa nel Mezzano sabato sera, non sembra essere la persona che tutti stanno cercando.
Pare infatti che sia comparso un profilo Facebook che mostra la foto dell’omicida ma con una diversa identità. Sul social Igor sarebbe Ezechiele Norberto Feher, serbo, nato a Sobotica. Si tratterebbe della stessa persona ricercata per i due omicidi, ma la scoperta della nuova identità complica le cose. Dopo le voci che circolavano sul suo conto che lo disegnavano come un ex militare russo, si è scoperto che l’uomo probabilmente è originario dell’ex Jugoslavia e che avrebbe utilizzato diversi alias nel corso della sua ‘carriera criminale’.
Non avrebbe dovuto essere in Italia, dove è arrivato nel 2005 e dove fino a questo momento ha messo a segno numerose rapine. Dopo un breve periodo in galera ha ripreso a commettere furti, sempre contraddistinti dall’utilizzo della violenza. Vaclavic viene descritto come un uomo violento, spietato e pericoloso. Nel 2010 finisce di nuovo in galera ma scarcerato prima del termine della detenzione per buona condotta con l’obbligo di lasciare l’Italia, obbligo che non ha mai rispettato.
Da quel momento ha commesso numerosi colpi anche insieme ad altri connazionali distinguendosi sempre per la crudeltà.

I due omicidi di Vaclavic
L’uomo è ricercato per due omicidi e un tentato omicidio. Il primo è accaduto a Budrio, nel bolognese, dove Davide Fabbri, 45 anni, titolare del bar Gallo, verso le 21:30 del 2 aprile, ha visto entrare nel locale un uomo coperto con il passamontagna, armato di pistola e fucile. Spintonato ha poi tentato di difendersi, restando ucciso. Secondo le prime ricostruzioni Fabbri dapprima avrebbe tentato di strappare l’arma in possesso del rapinatore, un fucile, da cui sarebbero partiti diversi colpi e due clienti sono stati feriti. Poi, in una lotta tra i due nel retrobottega, il rapinatore avrebbe sparato alla testa del titolare. Dal primo omicidio è partita una vera e propria caccia all’uomo nella zona. Durante la fuga è stato bloccato da una pattuglia mista al confine tra le province di Bologna e Ferrara, dove il 41enne ha ammazzato Valerio Verri, una guardia volontaria, e ferito un agente della polizia provinciale, Marco Ravaglia che, operato d’urgenza, è in coma farmacologico e subirà altri interventi. Subito dopo l’assassino è fuggito prendendo la pistola di Ravaglia, e le munizioni che aveva in dotazione. Dunque, il fuggitivo è doppiamente armato, con due pistole e munizioni.

Mille uomini per Igor
Oltre mille uomini sarebbero impegnati nella ricerca di Vaclavic: forze dell’ordine regolari, forze speciali dei carabinieri e nuclei antiterrorismo della polizia di Stato in supporto. L’uomo è stato più volte avvistato ma mai preso in tempo riuscendo sempre a sfuggire.
Le ricerche si sono intensificate in un’area che va da Mezzano fino all’oasi di Marmorta addentrando nella boscaglia a piedi per nascondersi. I cani molecolari hanno fiutato qualcosa tra la boscaglia e hanno trovato un giaciglio, forse il posto dove Igor ha riposato alcune ore e dove c’erano anche alcuni viveri. L’uomo è agevolato dal fatto che conosce molto bene la zona.

Procuratore di Bologna: persona pericolosa!
Il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, dalla caserma di Molinella, ha lanciato un appello agli abitanti della zona esortandoli ad una grande prudenza: “Fare attenzione, per la delicatezza del momento e perché il ricercato è una persona estremamente pericolosa: lo dimostra quello che ha fatto in questi giorni” afferma Amato.
“Bisogna avere prudenza nel muoversi, fare attenzione alle persone che si incontrano”, e in caso di incontri sospetti  cercare di segnalare “tempestivamente alle forze di polizia senza intervenire direttamente. Non può non essere armato”.

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foto: Ansa

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