Salute

‘Batteri da incubo’ asintomatici e resistenti a tutto

Grazie ai test di laboratorio scoperti ben 221 casi

Super batteri dotati di geni che li rendono insolitamente resistenti a tutti o quasi gli antibiotici disponibili: i ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americano nei loro test di laboratorio condotti nel corso dell’anno

 passato hanno scoperto ben 221 casi di ‘batteri da incubo’, difficili da trattare e, cosa altrettanto grave, asintomatici.

In un caso su dieci, infatti, i pazienti riportano di non aver accusato alcun sintomo, ragion per cui è verosimile pensare che tali batteri possano essersi diffusi in maniera incontrollata e inosservata nelle strutture sanitarie, rendendo inoltre molto più difficile la loro identificazione. Sembra inoltre che questi batteri abbiano geni specifici che gli consentono di diffondere la loro resistenza anche ad altri batteri.

Chiara e lampante dunque la loro pericolosità, il che rende urgente una rapida risposta contro simili batteri che rappresentano una vera minaccia per la salute pubblica. Il problema della farmaco-resistenza non è da sottovalutare: si rischia infatti di non avere una cura per contrastare le malattie o i batteri che più ci colpiscono. Si parla di resistenza agli antibiotici quando un batterio non può essere sconfitto da un farmaco che in teoria dovrebbe riuscire a limitarlo.

“Quanto viene rilevato un germe con resistenza insolita bisogna isolare i pazienti e iniziare un controllo importante accompagnato da screening utili a scoprire, ridurre e interrompere la trasmissione ad altre persone”, hanno spiegato dal Centers for Disease Control and Prevention americano. Negli Usa il problema è abbastanza diffuso: l’antibioticoresistenza è presente praticamente in ogni Stato e sono più di 23 mila gli americani che ogni anno muoiono per le infezioni causate dai batteri resistenti agli antibiotici.

L’approccio utilizzato, che consiste appunto nell’identificare rapidamente il singolo caso, isolare rapidamente i pazienti e iniziare a controllare l’infezione per ridurre e impedire il contagio ad altre persone, testando anche i pazienti senza sintomi, può prevenire migliaia di infezioni difficili da trattare o incurabili, in particolare quelle causate da Candida auris ed Enterobatteri resistenti ai carbapenemi, una classe di antibiotici ad ampio spettro d’azione.

Dal primo rapporto dell’Organizzazione mondiale della salute sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza emerge che si contano almeno mezzo milione di persone colpite, senza tener conto dei casi di resistenza all’infezione da tubercolosi (Tbc). Ogni anno in Italia i batteri resistenti agli antibiotici provocano 78.570 ricoveri, con un costo per il Sistema Sanitario Nazionale stimato intorno ai 320 milioni di euro.

Tra le principali cause di questa epidemia di superbatteri c’è l’utilizzo scorretto degli antibiotici: farmaci spesso abusati, che andrebbero sempre assunti sotto la guida di un medico. Una soluzione sarebbe un uso più morigerato degli antibiotici, ma nonostante le raccomandazioni in tal senso i consumi nel mondo tra il 2000 e il 2015 sono aumentati del 40%. I paesi a medio e basso reddito sono quelli più coinvolti, anche se alcuni di quelli più ricchi, a partire dall’Italia, hanno contribuito al boom: sui 76 Paesi presi in considerazione l’Italia si pone infatti al quindicesimo posto.

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foto: Ansa

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