Turismo

Bobbio, il ‘borgo di bronzo’

Il comune piacentino sul podio del Borgo dei Borghi 2018

Dopo aver dedicato la nostra attenzione a Gradara e Castroreale, che hanno conquistato il primo e il secondo posto della classifica del Borgo dei Borghi 2018, restiamo sul podio della trasmissione condotta da Camila Raznovich ‘Alle Falde de Kilimangiaro’, celebrando la medaglia di bronzo conquistata da Bobbio, il comune piacentino che ha conservato intatto il suo aspetto medievale. Centro più importante della Val Trebbia, la località sorge sulla sponda sinistra dell’omonimo fiume, ai piedi del Monte Penice.

Il primo nucleo del borgo di Bobium sorse nel IV secolo e la sua storia si identifica con quella dell’Abbazia di San Colombano fondata dal monaco cenobita Colombano nel 614.

Nell’alto medioevo l’abbazia ebbe un ruolo politico, religioso e culturale importante: i suoi possedimenti, fin dall’età longobarda e carolingia, spaziavano in zone del nord d’Italia. Nel 1014 ebbe il titolo di Città, divenendo Diocesi e Contea, prima indipendente poi sotto il Ducato di Milano e infine sotto i Savoia. Libero comune dall’inizio del XII secolo, combatté con la Lega Lombarda contro il Barbarossa a Legnano.

Provincia genovese fino all’unità d’Italia, fino al 1923 fu parte della provincia di Pavia, poi passò alla provincia di Piacenza. Difficile non innamorarsi di questo piccolo borgo medievale, delle sue stradine di ciottoli e degli edifici in mattoni: non a caso la città è oggi una famosa meta turistica nota per il suo passato di arte e cultura.

Per arrivare nel centro cittadino del piccolo borgo bisogna attraversare la prima attrazione di Bobbio, il lungo Ponte del Diavolo, che attraversa il fiume Trebbia e collega la città con la strada che porta a Piacenza. Di origine romana il ponte, divenuto uno dei simboli del borgo, è formato da 11 lunghe arcate irregolari che gli donano un aspetto originale e suggestivo, che è anche all’origine delle leggende sul suo nome. Si narra infatti che il ponte venne costruito con questo aspetto dal diavolo stesso per spaventare i monaci del monastero di San Colombano e impedire loro di attraversare il fiume.

Da visitare anche il Monastero di San Colombano, fondato nel 614 dall’omonimo monaco: una possente aggregazione di edifici tra i quali svetta la facciata della basilica affiancata dall’elegante porticato dell’abbazia, dove ha sede il museo dell’Abbazia, anticamente sede dello Scriptorium di Bobbio con la sua biblioteca. Il museo raccoglie inoltre moltissimi reperti che partono dal periodo preromano e romano per poi concentrarsi sulla storia di San Colombano e sulla sua tomba, posta nella cripta della struttura. Altra visita meritano il Duomo, un perfetto esempio di arte e architettura emiliana del quattrocento, con affreschi da poco riscoperti sotto uno strato di calce steso alcuni secoli più tardi, e il Castello di Malaspina, del trecento, roccaforte dei Guelfi durante le lotte con i Ghibellini.

Dalla sua imponente torre si gode di una bella vista panoramica della città, degli Appennini e della valle che si apre dopo il corso del Trebbia. Nelle botteghe del centro storico è possibile trovare numerosi prodotti tipici della zona, dai vini di produzione locale alle marmellate o miele biologici prodotti da aziende locali. Ma anche un’ampia scelta dei salumi nostrani oppure dolci e prodotti da forno come le gustose ciambelline salate oppure la famosa torta di mandorle; e ancora i profumatissimi funghi porcini raccolti sulle montagne circostanti e tartufi.

Chi invece cerca un souvenir di tipo artigianale potrà far visita ai laboratori di falegnami e artisti locali che propongono i loro manufatti e quadri raffiguranti suggestivi angoli della città.

[email protected]

Articolo precedente

Napoli, tramonta il sogno scudetto

Prossimo articolo

La notte dei tempi, il fordismo, i call centers

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *