Editoriale

Caro nuovo governo, pensa a noi donne…

L’Italia sta vivendo momenti di grande subbuglio e concitazione per la formazione del nuovo governo proprio in prossimità dell’8 marzo, giorno della festa delle donne, e per questa occasione è più che 

doveroso dare uno sguardo ai diritti delle donne come la sicurezza e il concetto delle pari opportunità. Nelle pagine di questa edizione, infatti, troverete diversi articoli scritti da donne, su donne, per donne, che non sono messi in evidenza proprio per ribadire che non deve esserci alcuna differenza tra gli autori dei pezzi, siano essi donne o uomini. Tra queste pagine leggerete anche l’iniziativa del Canton Grigioni che punta proprio sull’importante argomento di pregiudizi, ruoli e aspettative della donna.

Tornando al nuovo governo, una cosa è chiara, le pretese sono molte: la voglia di voltare pagina dimostrato dal popolo italiano ci permette e ci mette in posizione di avanzare qualche proposta al nuovo governo italiano, in modo particolare sulla questione femminile. Considerato che  nel 2016 sono state vittime di omicidio volontario 149 donne, ci preme chiedere al governo di trattare il femminicidio con massima urgenza.

Che la legge debba fare qualcosa lo dimostrano anche i dati Istat: il 31,5% delle 16-70enni (si parla di ben oltre 6 milioni di italiane) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 20,2% ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro e il tentato stupro. Che a volte non bastano le leggi lo dimostra anche questa testimonianza di Raffaella Palladino, Presidente di “Donne in Rete contro la violenza” che a Donna Moderna ha detto: “In Italia scontiamo una certa cultura giuridica per cui le leggi, che pure ci sono, vengono applicate nei tribunali con il filtro di una dimensione culturale ancora patriarcale”.

Sono diversi i punti che hanno l’urgenza di essere trattati e la politica ha la responsabilità di garantire sicurezza a tutti, perché ogni donna uccisa, ogni ragazza stuprata e ogni bambina maltrattata è una di troppo e allora cari politici, buona festa delle donne e… al lavoro!

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