Scrive chi legge

Demenza collettiva

Diceva il filosofo: “La demenza è rara nei singoli, ma è la regola nei gruppi, nei partiti, nelle epoche”. In questa campagna elettorale fatta di promesse e alleanze impossibili da mantenere, l’uso inappropriato di parole come democrazia, libertà e unione, vorrei esporre il mio pensiero parlando di possibili fake news, invitando quella minoranza che doneranno il loro voto, di liberarsi dalla demenza collettiva indotta con molti strumenti, a cominciare dai vari coordinatori di verità. Loro aspiranti a poltrone più ambite per anni tacciono supini, per poi svegliarsi in campagna elettorale, sventolando i loro slogan e bufale come dei pappagalli, pur di fare parte della grande famiglia dei politicanti o socialmente impegnati, screditando a tutto campo il fronte avversario.

Chiedo umilmente a loro, di fare le seguenti riflessioni sui loro leader candidati alla guida del paese, di smentirmi o piuttosto di inserire per ogni loro articolo la fonte delle loro affermazioni oltre al programma del loro partito (se lo conoscono).  In questo contesto storico politico vie è stato un piano inclinato non a beneficio del popolo italiano e della nazione, ma a beneficio dei poteri transnazionali e finanziari, che hanno portato alla dissoluzione prima della prima repubblica con mani pulite e poi dell’Italia berlusconiana. Spiegateci voi gentili coordinatori, perché dovremmo votare un personaggio condannato in primo grado, indagato per vicende con ipotesi di danno allo stato, indagato per essere andato a letto con minori a pagamento, per le leggi ad personam, per la legge Porcellum, per le relazioni con Dell’Utri e i relativi processi per mafia, per le gaffe internazionali, per aver promesso di diminuire l’iva, invece questa è aumentata, per l’uso dei suoi giornali e dei dossier nei confronti dei suoi avversari politici, e infine per avere ridotto le norme sul falso in bilancio. Chi finanziò l’ex cavaliere e perché? Dato che suonava e cantava sulle navi da crociera, come poteva avere tutti questi miliardi dai.

Nel conflitto servi vs. padroni, il PD ha scelto da tempo di stare dalla parte dei signori, del vertice contro la base. Per esempio il Jobs act non fa che intensificare la precarizzazione del lavoro, e i nuovi occupati non raggiungeranno più la pienezza dei diritti. Renzi preferisce trattare con Marchionne e altri del grande capitale finanziario e non con i lavoratori, a cui vorrebbe proibire il diritto di sciopero. Insomma è una linea padronale chiara, già vissuta sulla nostra pelle in Svizzera ad opera del PD e delle loro estensioni affaristiche che corrispondono alle due organizzazioni che terminano la loro sigla con “degli Italiani all’Estero, con vari esempi che molti connazionali hanno vissuto drammaticamente sulla loro pelle. Insomma un conflitto di classe sempre più evidente, che Renzi & co. come d’altronde il centro destra hanno scelto apertamente di stare dalla parte dei forti contro i deboli, del potere dell’élite contro chi lo subisce. Mi dispiacerebbe che alcuni sorridano di fronte a questo scenario da me descritto, mentre dovrebbe rabbrividire per lo scempio che si protrae da alcuni decenni.

Seguendo uno degli slogan del M5S “noi siamo voi…  cosa c’è di meglio che votare sé stessi?”, in realtà è troppo elevato il rischio, che privilegi e vantaggi createsi nel corso di decenni per una discreta fetta della popolazione rischino di andare persi o comunque di essere messi in discussione. Infatti, una buona parte del sistema economico, lavorativo e sociale italiano è costruito sulla base di una logica clientelare, e non della meritocrazia, che vede al comando, naturalmente, la classe politica, quest’ultima con tutti i legami patologici (mafia, P2, ecc.). Si è creato un’affinità, tra il sistema economico, lavorativo e sociale (giornali e televisioni) del potere politico attuale. Perché quest’ultimo dovrebbe farsi da parte, con tutti i vantaggi che andrebbero persi? Se il M5S dovesse andare al potere, tutto ciò verrebbe messo in discussione. Si combatte questo pericolo cambiando la legge elettorale, cercando di delegittimare in tutti i modi il M5S. Inoltre tutti quelli che hanno usufruito di vantaggi/benefici, devono darsi da fare altrimenti c’è il rischio che salti tutto!

Per capire il programma del M5S basta leggerlo nella rete confrontandolo con il mantra delle varie caste. Capire poi, perché la maggioranza dei politici occidentali e dei giornalisti, loro compagni nel servilismo verso ľoligarchia finanziaria, usano ľepiteto “populista” allo scopo di dare una etichetta squalificante a chi non sia allineato con il pensiero unico, specie in economia. Non possiedo ricette e non faccio parte del M5S, infangato giornalmente su ogni rete e quotidiano. Negli anni passati i politici al potere hanno lamentato il problema delle fake news, a volte di carattere doloso, altre per colpa o ignoranza. Spesso si lucra con degli appositi portali che speculano sugli accessi, o portano a montare dai vari poteri finanziari delle bufale per screditare o fare perdere valore a uno stato, titolo in borsa o personaggio in vista (vedi elezioni Trump). È evidente la necessità di arginare, in periodo elettorale, l’espressione libera che circola nella rete. Il centro anticrimine informatico, per la protezione delle infrastrutture critiche (il famoso CNAIPIC), ha presentato il nuovo servizio di segnalazione istantanea contro le fake news.

Da adesso l’espressione libera che circolava nella rete, avrà in Italia alle costole la polizia e il ministero dell’interno. I vari portali di espressione privata di opinione verranno bersagliati e in molti casi chiusi. Sarà il ministero degli interni o della “verità” a decidere cosa sarà il fake news, e cosa cancellare dalla rete. Stranamente non si parla dei giornali e dei più grandi criminali che abbiamo dell’informazione, ma solo della rete. Una soluzione sarebbe di creare una app da distribuire a tutti gli interessati, che riceveranno così tulle le informazioni da server stazionati all’estero.

Se vogliamo appropriarci di ogni termine di moda come fake news, facciamolo, ma fintanto non ci approprieremo noi della politica che è fatta dell’onestà intellettuale e impegno sociale oltre della comprensione dei meccanismi che la guidano, il voto sia di convenienza personale come quello di protesta non cambierà un bel niente, e la demenza collettiva regnerà, per la gioia di chi della politica ci mangia. La ricerca di verità ci rende più liberi e migliori, la demenza collettiva al contrario ci rende schiavi.

Mario Pluchino

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