Cinema

‘Dogman’ trionfa a Cannes

Premio come Miglior attore a Marcello Fonte, protagonista del nuovo film di Matteo Garrone

Calato il sipario sulla settantunesima edizione del Festival del Cinema di Cannes che ha assegnato la Palma d’oro a Hirokazu Kore-eda e al suo ‘Un affare di famiglia’. Ma nella prestigiosa manifestazione torna a trionfare anche l’Italia, con due importanti premi: quello per la migliore sceneggiatura assegnato ad Alice Rohrwacher per ‘Lazzaro Felice’ e quello per il miglior attore protagonista assegnato invece a Marcello Fonte per la sua interpretazione nel film ‘Dogman’ di Matteo Garrone.

“Grazie a tutti quelli che mi hanno permesso di realizzare questo film con questa sceneggiatura così bislacca e hanno preso seriamente queste parole scritte. Grazie soprattutto ad Adriano, Lazzaro del film, che ha deciso di buttarsi in questa avventura”, ha dichiarato emozionata Alice Rohrwacher che ha ricevuto il premio da Chiara Mastroianni. A premiare Marcello Fonte è stato invece il premio Oscar Roberto Benigni che, come ha raccontato lo stesso regista di Dogman, tredici anni fa ha rifiutato la proposta di Garrone di interpretare il ruolo per il quale Fonte è stato premiato in quest’edizione del Festival.

Grande commozione per l’attore calabrese, un ‘attore per caso’ che si dice ancora incredulo: “Certo che lo volevo questo premio, e non l’ho preso subito in mano per godermelo un po’ di più; capita una volta nella vita e ho contato fino a tre, come quando si parla, che forse è la cosa migliore, prima di acchiapparlo. Quando abitavo in una baracca e sentivo la pioggia cadere sopra le lamiere mi sembrava di sentire gli applausi. Adesso quegli applausi siete voi. E io sento il calore di una famiglia. Mi sento a casa, la mia famiglia è il cinema”, ha raccontato l’attore che, prima di arrivare al cinema, ha vissuto in veri e propri tuguri e fatto mille lavori. Nelle sale dal 17 maggio scorso, ‘Dogman’ ha già incassato più di 500 mila euro ed è stato il secondo film del weekend per incassi dopo ‘Deadpool 2’. La storia raccontata da Garrone in ‘Dogman’ si ispira ad un noto delitto di fine anni Ottanta, uno dei casi di cronaca più cruenti, ovvero la vicenda del Canaro della Magliana. Marcello, il protagonista, è un uomo piccolo e mite che dedica le sue giornate al lavoro, nel suo salone di toelettatura per cani, e alla figlia Sofia. A scandire le sue giornate, però, anche l’ambiguo rapporto con Simone, un bullo, ex pugile, che terrorizza l’intero quartiere dove il furto e lo spaccio sono pane quotidiano per i residenti. Dopo l’ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato. E’ timido, minuto, di indole buona, in definitiva un debole che si adegua al gioco pur di mantenere l’amicizia del violento Simone e di farsi volere bene da tutti, compreso il cinico ‘compratore d’oro’ che è il suo vicino più diretto. Quando Marcello finisce in galera per colpa di Simone, non fa una piega. Una volta uscito, capisce che il rispetto nei suoi confronti non esiste più e che per riconquistare gli amici deve compiere qualcosa di incommensurabile, qualcosa che possa rimetterlo al suo posto, prima della piccola rivoluzione che ha minato la sua triste quotidianità. “Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dodici anni fa: nel corso del tempo l’ho ripresa in mano tante volte, cercando di adattarla ai miei cambiamenti. Finalmente, un anno fa, l’incontro con il protagonista del film, Marcello Fonte, che con la sua umanità ha chiarito dentro di me come affrontare una materia così cupa e violenta e il personaggio che volevo raccontare: un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo. Che invece rimane sempre uguale, e quasi indifferente”, ha commentato il regista Matteo Garrone.

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foto: Ansa

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