Editoriale

E adesso la “rinascita”

Trascorse le giornate di Pasqua e di pasquetta nei modi più o meno tradizionali, gli italiani si staranno chiedendo cosa succederà adesso che è arrivato il momento delle consultazioni. Dopo questa breve pausa in cui si è finto di non pensar alla politica, ma i futuri papabili premier si sono fatti fotografare chi, come Di Maio, durante i pranzi in famiglia (rigorosamente in cravatta), e chi, come Salvini, con l’uovo pasquale convertito alla Lega; il primo a messa a Pomigliano, l’altro in vacanza con la compagna ad Ischia (che coincidenza, erano entrambi in Campania!); è arrivato il momento di decidere e di parlare di ‘rinascita’, non in senso pasquale, ma in senso politico: rinascita dell’Italia con il nuovo governo.

Ma si arriverà davvero al nuovo governo? Sarà finalmente eletto il nuovo premier? Lega o M5s? Sono queste le domande che ci stiamo ponendo e che ci porremo ancora per un po’ (speriamo non molto). Non è possibile rispondere, sappiamo che il gravoso compito spetta a Sergio Mattarella, ma qualche dubbio in più possiamo chiarirlo su come si svolgeranno le consultazioni. La settimana delle consultazioni è già iniziata lunedì di pasquetta 2 aprile, giorno che ha segnato il grande ritorno di tutti i big della politica a Roma per essere presenti mercoledì 4 aprile, cioè mentre siamo in distribuzione, alle consultazioni. Così Di Maio, Berlusconi, Salvini, Meloni, Delrio insieme ai presidenti di Camera e Senato e i maggiori rappresentanti dei partiti, saranno ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sondare il terreno sulle possibili alleanze in vista della formazione del governo. Cioè, dato che alle elezioni dello scorso 4 marzo non è emerso un partito o una coalizione in grado di esprimere una maggioranza in Parlamento, con le consultazioni Mattarella cercherà di capire se sarà possibile la rinascita di un nuovo governo e in quali tempi.

Durante le consultazioni, viene affidato il cosiddetto mandato esplorativo: durante le procedure per la formazione del governo, il presidente della Repubblica può chiamare a verificare se esistano i presupposti per arrivare ad una possibile maggioranza. In caso di assenza di intesa sulla maggioranza, una cosiddetta ‘extrema ratio’ potrebbe essere il ritorno alle urne. L’altra domanda-tormentone di questi giorni di attesa è stata: Di Maio o Salvini? Entrambi rivendicano lo scettro, ma potrebbe accadere anche che venga scelta una terza persona, solitamente super partes, con capacità politiche per superare lo stallo. Che non sia questa la sorpresa che questa Pasqua ci ha riservato? Un caro ed affettuoso buon lavoro al nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella…

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foto: Ansa

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