Società

Fidarsi dei dati nell’era delle fake news

Come si possono prevenire le notizie false?

I fatti sono alla base del dibattito politico e sociale. Ma che cosa succede quando non sono i fatti, bensì false verità – 

ovvero le fake news – a dominare il dibattito? E che cosa si può fare per porvi rimedio, o ancora meglio, come prevenire tutto questo?

Sono quesiti a cui si è cercato di dare una risposta alla conferenza “Truth in numbers – Il ruolo dei dati in un mondo di fatti, fiction e molto altro”, organizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST), dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dal Partenariato nel settore delle statistiche per il XXI secolo (PARIS21).

Al centro dei dibattiti c’è stata la questione dell’influsso delle fake news e delle bolle di filtraggio sulla statistica pubblica e di come affrontare meglio i casi di abuso di dati. A porre la questione è il professor Vincent F. Hendricks, responsabile del Center for Information and Bubble Studies dell’Università di Copenhagen. Il direttore dell’UST Georges-Simon Ulrich, l’esperto in statistica della BBC, l’ex capo della statistica del Sudafrica Pali Lehohla e il professor Hendricks discutono su come affrontare il problema. Si discute anche del ruolo che avranno i dati nell’implementazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile dell’ONU e di come i dati statistici possano contribuirvi.

“Post-fattuale” contro “basato sui fatti”

Una democrazia si trova in uno stato post-fattuale quando nel dibattito politico, nella formazione delle opinioni e nel processo legislativo vengono usate affermazioni politicamente opportune ma di fatto inducenti in errore anziché fatti veri e propri. Le affermazioni di tipo populistico, i fatti alternativi e le fake news entrano prepotentemente nel dibattito pubblico. La disinformazione è diffusa al punto da coinvolgere tutti – i politici, i media, gli stessi cittadini. Nell’era dell’informazione, l’attenzione va a braccetto con denaro, potere e influenza, anche se questo avviene a spese dei fatti reali. Tradizionalmente i governi controllano la statistica pubblica e la relativa produzione. Ma in un ambiente dominato dalle post-verità non c’è alcuna garanzia di legittimità, e il proliferare di fornitori di dati non ufficiali come progetti di cooperazione, imprese private e ONG ha inondato di dati spesso non verificati e di dubbia qualità il mercato dell’informazione. La statistica ufficiale sarà chiamata in causa più spesso. I sistemi di statistica nazionali che raccolgono, anonimizzano, analizzano e diffondono statistiche per conto dei governi dovranno adottare una comunicazione più proattiva nei confronti del pubblico. Inoltre bisognerebbe pensare a una campagna di sensibilizzazione globale per promuovere la cultura dei dati e fissare regole per il nuovo mercato dell’informazione.

Cosa ha a che vedere con la Svizzera?

Il sistema statistico della Svizzera poggia sulle regole fondamentali della statistica pubblica e fornisce a tutti gli attori coinvolti libero accesso alle informazioni necessarie per il dibattito democratico. Da ormai 150 anni l’UST fornisce informazioni affidabili all’Amministrazione federale, ai media, all’economia e alla società civile. Questo avviene nel rispetto delle regole della statistica pubblica. La Svizzera partecipa attivamente al sistema statistico europeo e mondiale e fornisce statistiche comparabili. Negli ultimi anni, il mondo dei dati ha subito grandi rivolgimenti, con l’arrivo dei Big Data e di altre nuove fonti di dati. Oltre a questo, la digitalizzazione della società avanza a grandi passi, contribuendo al proliferare di dati disponibili. Oggi l’UST è sempre più in concorrenza con produttori di dati privati. Tuttavia, la produzione della statistica pubblica ha il vantaggio di garantire la confidenzialità, le comparabilità, l’indipendenza e la rappresentatività.

L’impiego di dati, statistiche e informazioni dipende anche dalla maniera in cui l’utente li legge, capisce ed elabora. L’UST è fortemente impegnato in questo dialogo e vuole capire quali questioni si pongono. L’UST è inteso come primo interlocutore in materia di statistica e si ripropone di rispondere a tali quesiti. L’UST è pronta a promuovere un dialogo costruttivo.

USFP

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