Moda

‘Foulard delle montagne’

Courmayeur celebra la montagna attraverso la storia dei foulard

Amanti della montagna e amanti della moda potranno ritrovarsi a Courmayeur, la regina della Validgne, in Val d’Aosta, per un viaggio nel tempo che attraversa la storia della moda dagli anni ‘20 ad oggi con l’esposizione ‘Foulard delle montagne’. Allestita fino al 3 settembre alla Maserati Mountain Lounge, nei locali del Museo Transfrontaliero, e curata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino che presenterà pezzi appartenenti alle sue collezioni, la mostra è dedicata ad uno degli accessori più iconici e chic di sempre, il foulard, ‘il tocco finale di una mise’, come lo definì Christian Dior raccomandando alle sue clienti di sperimentare i vari modi di indossarlo fino a trovare quello più adatto ad ognuna.
Accessorio nato per un uso quotidiano e con scopi pratici, diffuso in tutte le culture del mondo, è diventato nel corso del XX secolo simbolo e icona dell’universo femminile, un vero e proprio oggetto di culto, indossato dalle signore più eleganti del Novecento, dall’americana Elsie de Wolfe, attrice e arredatrice, a Jackie Kennedy, fino a Margaret Thatcher e a Christine Lagarde, che lo hanno trasformato in un segno del proprio stile.
La sua più ampia diffusione si deve tuttavia al cinema e alle famose dive degli anni Cinquanta del Novecento: Audrey Hepburn e Grace Kelly, in particolare, e poi Gloria Swanson, in ‘Il viale del tramonto’, del 1950, che lo indossava come un turbante, fino a Sarah Jessica Parker in ‘Sex and the City’, che lo portava annodato dietro la nuca, o Susan Sarandon in ‘Thelma & Louise’ del 1991.
Nella mostra di Courmayeur possiamo ammirarne gli esemplari declinati in tema montanaro e illustrati attraverso le grandi firme storiche e contemporanee: dai più classici Chanel, Hermès, Prada, Givenchy, Gucci, Céline, Krizia, Ralph Lauren, Escada, Gabrielli, AAllard e Bogner ai più contemporanei Étoile de Marie, Casali 71, Lola Paltinger, Milleneufcentquatrevingt-quatre e Charlotte Hudders. In tutto una settantina di foulard a tema montano: un viaggio nella storia di questo accessorio e, parallelamente, in quella dell’immaginario legato alle Alpi, una destinazione inizialmente elitaria se pensiamo alle villeggiature delle teste coronate e dell’alta borghesia e, solo più tardi, accessibile anche ai più. Gli esemplari più antichi della mostra appartengono agli anni Venti e Trenta del Novecento, ma non mancano carré degli anni Duemila. Oltre a quelli più chic si possono ammirare anche modelli più semplici che non hanno nulla a che vedere con l’accessorio di lusso, realizzati ad uso souvenir, in tessuti meno pregiati della seta, come cotone e lana, nei casi dei più datati e, più recentemente, anche in materiali sintetici come l’acetato, il rayon e il poliestere.
Numerosi i pezzi dedicati nel corso degli anni alle Olimpiadi invernali, come quello realizzato da Stoffelo per i Giochi di St. Moritz del 1948, o da Cattaneo Cravatte per i più recenti di Torino 2006, passando per le Olimpiadi di Oslo del 1952. Non manca la celebrazione dello sci alpino, con diversi e preziosi esemplari, da quello realizzato in seta e datato 1920 fino alle cime stilizzate di Slavka Kolesar disegnato per Etoile de Marie nel 2015. Per celebrare una location d’eccezione come Courmayeur è stato appositamente realizzato da Maurizio Rivetti, per Cattaneo Cravatte su commissione del Museomontagna, il Foulard Monte Bianco, in edizione limitata, acquistabile durante l’esposizione. In occasione di quest’ultima è stato inoltre realizzato il nono volume della collana dedicata alle Raccolte di Documentazione del Museo Nazionale della Montagna: Foulard delle montagne.

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