Interviste

Ho voglia di farmi sentire!

L’ultimo grande album della cantante romagnola è l’invito ad osare, ad avere coraggio e soprattutto a non lasciarsi abbattere dai giudizi della gente. Così Laura Pausini ci parla del suo ultimo lavoro 

discografico, che arriva a 25 anni esatti dall’inizio della sua incredibile carriera, e ci svela tante piccole cose di sé! Laura, la giovane cantante che meglio ci rappresenta all’estero, vi aspetta all’Hallenstadion di Zurigo per l’imperdibile concerto del 24 ottobre. Dice che vuole farsi sentire… non sarà per nulla un problema starla ad ascoltare!

L’album “Fatti sentire” coincide con i tuoi 25 anni di carriera…

Sì, ma non è studiata… l’idea di tutti era uscire a novembre-dicembre 2018-19. Inoltre il fatto che sia uscito a ridosso di febbraio, che è quando ho vinto Sanremo, sembra fatto di proposito, ma non è così.

In questi 25 anni mi accompagnano i ricordi più personali: se questo mestiere lo fai come lo faccio io, 24 ore al giorno, non è lavoro, per me è vita privata. Quello che mi ricordo di questi anni è tanto di questo, sono principalmente 25 anni di vita personale nei quali sono passata dall’adolescenza ad essere una mamma, quindi inevitabilmente ci sono dei cambiamenti che ti portano ad essere più fragile o più forte. Nel mio caso sono riuscita a trasformare le fragilità, sono una persona più forte e meno ingenua di prima e per fortuna c’è sempre la musica di fianco a me, sia che vinca un premio o no, sia che mi faccia piangere o diventare pazza di gioia, il comune denominatore di questi anni è la musica. E quello che mi ha dato non è tanto in risultati di vendite o discografici, quanto a livello emotivo.

In tutti questi anni sei salita su tanti palchi e adesso ti esibirai in una location d’eccezione, il Circo Massimo di Roma, da dove prenderà l’avvio il nuovo tour…

Ma chi lo avrebbe mai detto che lo avrebbero proposto a me! Quando sono venuti a dirmi che mi proponevano il circo Massimo a Roma, che non hanno mai dato a nessuno italiano, meno che mai ad una donna, ho pensato che per me è un onore che il comune di Roma mi abbia concesso questa posto!

Sei contenta della Laura Pausini che sei diventata oggi?

Sì! Sono contenta di essere molto simile all’inizio, pur avendo fatto dei cambiamenti dentro di me, proprio per quel che riguarda le mie fragilità che oggi sono diventate delle sicurezze. Sono anche contenta che porto con me ancora le basi che mi hanno dato i miei genitori, perché questo mi permette di vivere il mio quotidiano in una maniera più responsabile: riesco a godermi di più quello che ho perché mi piace molto la semplicità, pur essendo la persona più complicata del mondo, perché la mia vita è complicata! Nello stesso tempo, mi sembra di essere rimasta molto simile a me stessa quando ero piccola.

L’album contiene 14 inediti, la cosa che lo rende particolare è la scelta di presentarlo in volo sulla tratta Milano-Roma vestendo i panni della hostess sull'”Fatti sentire flight Alilaura”. È un’idea originale… Come nasce questa voglia di raccontare il tuo nuovo album ad alte quote e come ti sei sentita a vestire i panni di hostess per un giorno?

Mi volevo veramente vestire da hostess, ma non abbiamo voluto esagerare, altrimenti sarebbe sembrata una macchietta. La verità è che io adoro vestirmi, indossare costumi, mi diverto con mia figlia Paola a vestirci da principesse… 

Ho sempre idee particolari per le mie presentazioni, e cerco sempre di fare delle cose diverse dagli altri e che riguardano la mia terra. La prima presentazione particolare l’ho fatta sulla scalinata di Piazza di Spagna per il disco ‘Primavera in anticipo’. In tanti paesi nel mondo hanno riportato l’immagine della mia Italia e questo era l’obbiettivo: far sentire la mia musica e far vedere il mio Paese.

Per la presentazione di ‘Inedito’ abbiamo fatto un Flash Mob a Milano, dove si è vista tutta la piazza Duomo e anche questa immagine è andata in giro in tanti paesi del mondo. In questo caso l’idea non è stata mia, ma della mia curatrice dell’ufficio stampa in Italia, Dalia, la figlia di Giorgio Gaber. Lei mi ha proposto l’aereo come location per far vedere dove vivo: quasi tutti i giorni mi chiama per delle comunicazioni e mi trova o che sto per volare, o che sono in volo… allora ha proposto il volo. “Alilaura”, invece, l’ho voluto chiamare io! (ride)

Sei un po’ la cantante italiana che ci rappresenta nel mondo, ti senti questo merito?

Io sono sicura che sia così, proprio per il fatto che io sono italiana: cioè sono all’estero proprio perché sono italiana, se non fossi stata italiana non avrei avuto tutto questo successo, sono sicurissima di questo! Quindi, in qualche modo, io mi sento un po’ in debito con la mia terra. E ancora oggi, anche se ricevo tante canzoni internazionali, alla fine scelgo quelle di matrice italiana, scritte da italiani, perché mi piace sentirmi l’Italia addosso in tutto, nella voce, nelle fotografie, nelle presentazioni…

Dell’album dici che è un invito al coraggio, a non temere i giudizi. Oggi Laura Pausini teme ancora i giudizi della gente e come li affronta?

Io sono giudicata da quando mi sveglio a quando vado a letto e dalle persone che sono più vicine a me, della famiglia, fino a persone che addirittura non mi conoscono. E si permettono di dire delle cose, a volte, pure troppo dure e che non riguardano solo la mia musica, so che può piacere o non può piacere. A volte riguardano anche la mia persona e di questa cosa ho sofferto molto, come quando ero più piccola.

Adesso capisco che possono sembrare delle stupidaggini, però, per esempio, quando ho vinto Sanremo, è uscito un giornale di gossip in Italia dicendo che Laura Pausini era incinta e aveva perso il bambino ma non era vero. Tutta la mia famiglia, le mie nonne che erano ancora vive, ne soffrirono.

Io ricordo di essere stata malissimo per un anno per quell’articolo, forse ero troppo ingenua, troppo bimba per poter dire “ma fregatene”.

Purtroppo, se devo dire la verità, ancora oggi, se sento delle cose troppo crudeli,  o nei miei confronti o nei confronti di persone che conosco e so che non sono come li descrivono, io sto male. Ma, mentre prima facevo di tutto per piacere alle persone che mi giudicavano male, cercavo di chiedermi dove sbagliavo, adesso non me ne frega niente, perché nella mia vita è arrivata mia figlia ed ho capito che le priorità sono altre! Per questa cosa, però, c’è voluto tanto tempo e anche se la maggior parte delle persone sono gentili e carine, il pensiero va sempre all’unico che ci colpisce. Per questo, il disco è un invito a non badare ai giudizi rivolto a chi lo ascolta, ma principalmente a me stessa e soprattutto lo devo insegnare a mia figlia. Finché non lo imparo io totalmente, però, non sarò in grado di insegnarglielo.

Musicalmente parlando, dici che si tratta dell’album più variegato. Con che spirito hai affrontato questo aspetto?

Sì, è il più vario che ho fatto, ma non è completo. Mi sono resa conto che avevo a disposizione 25 canzoni che dentro ad un unico disco non ci stanno, così ho deciso di dividerlo.

Ci sarà una seconda parte, anche se non so quando uscirà, le canzoni sono già pronte. Adesso ho scelto queste 14 per “Fatti sentire” perché sono quelle che parlano del coraggio ed io avevo bisogno portare questo messaggio, che è il comune denominatore in tutte le canzoni. Sono molto orgogliosa di questo disco e voglio difenderlo, se fosse possibile lavorerei su questo disco per almeno due anni e farei conoscere almeno 7 canzoni in radio. È difficile, però ci proverò, voglio farmi sentire anche io!

Eveline Bentivegna

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