Salute

I benefici della frutta secca

Ottime proprietà nutritive, aiuta il fegato e pulisce le arterie

Non è certo una novità che la frutta secca faccia bene alla salute: i suoi innumerevoli benefici consigliano di includerla il più possibile nelle abitudini alimentari, magari a fine pasto, a colazione o come snack durante la giornata.

Ovviamente badando a non esagerare con le quantità, considerato che è particolarmente ricca di grassi. L’uso con moderazione è dunque fortemente consigliato per non perdere nessuno dei benefici che il nostro organismo può riceverne. Le dosi di consumo possono cambiare da soggetto a soggetto comportando ad esempio, per uno sportivo, una quantità più elevata rispetto ai non sportivi. Genericamente potremmo comunque dire che la quantità raccomandata è tra i 15 e i 30 grammi al giorno, avendo cura di valutare anche il tipo di frutta secca scelta. Iniziamo il nostro viaggio tra le proprietà benefiche della frutta secca con le nocciole che contengono molta vitamina E e sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache.

Facilmente digeribili grazie all’elevato contenuto di fibre che assicurano la salute dell’apparato digerente, facilitando il transito intestinale e l’eliminazione delle tossine, contribuiscono anche ad abbassare i livelli di colesterolo e sono ricche di vitamine del gruppo B, antiossidanti naturali e sali minerali tra cui calcio, ferro, rame, e manganese. Passando alle noci bisogna innanzitutto dire che contengono una buona quantità di Omega 3, aiutano a proteggere da malattie cardiache e malattie di tipo infiammatorio. Contengono anche acido ellagico, antiossidante benefico per il sistema immunitario, e melatonina, sostanza che aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia e ha proprietà antiossidanti. Anche le arachidi (ovviamente non quelle salate!) sono una buona fonte di proteine vegetali, vitamine, fibre e grassi buoni.

Passando alle mandorle, la loro definizione di ‘spazzini delle arterie’ la dice già lunga sui loro benefici per la nostra salute: sembra infatti che mangiarne un po’ ogni giorno comporti un miglioramento della funzionalità del colesterolo ‘buono’, l’Hdl, quello che setaccia i vasi per raccogliere e smaltire il colesterolo di troppo che potrebbe intasare le arterie favorendo l’infarto.

“Questo tipo di frutta secca ha effetti positivi sui livelli di colesterolo in generale ma finora non si sapeva granché dell’azione specifica su quello Hdl, che al contrario dell’Ldl (il colesterolo ‘cattivo’,) aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare”, ha spiegato Kris-Etherton, nutrizionista dell’università della Pennsylvania, che ha voluto indagare che cosa succede al colesterolo Hdl con un consumo regolare di mandorle. Oltre a questo importantissimo effetto, le mandorle aiutano a stabilizzare gli zuccheri nel sangue evitando picchi glicemici e contribuiscono alla buona salute delle ossa essendo fonte di calcio, magnesio e fosforo. Tirando le somme, quindi, chi ha il colesterolo alto dovrebbe inserire più spesso nella propria dieta noci, nocciole e mandorle; in caso di diabete sono invece consigliati anacardi, mandorle e pinoli. Anche condizioni particolari come la gravidanza possono beneficiare del consumo di frutta secca soprattutto di quelle varianti più ricche di acido folico come arachidi e nocciole, ma anche noci e mandorle.

Tra l’altro è stato dimostrato che mangiare arachidi e altra frutta secca quando si è in dolce attesa riduce il rischio di allergie nei bambini.

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