Editoriale

L’arte di rendere fake anche la realtà

L’esigenza dell’identificazione delle fake news diventa sempre più importante. Questo perché cresce il fenomeno preoccupante della diffusione delle cosiddette “bufale”.

Ci sono dei veri e propri autori di fake news, gente che si diverte a rendere virali video e notizie assolutamente (e spesso palesemente) false ma che riescono a far cadere nella rete innumerevoli e inconsapevoli navigatori del web. Anche la tecnologia si presta al fenomeno grazie alla creazione di ‘deepfake’ ovvero video realizzati con l’intelligenza artificiale in cui si fanno dire o fare cose a una persona che in realtà non ha fatto. Oltre a manipolare i volti ormai si è in grado di simulare la voce di una persona e le sue espressioni facciali, creando dei veri e propri ‘manichini digitali’. All’esigenza di riuscire a riconoscere fake news ha risposto intanto Facebook, vera e propria fucina di bufale paradossali, attivando il NewsFeed attraverso il quale l’utente potrà esprimere il proprio giudizio, valutando la qualità delle fonti che diffondono le maggiori notizie.  NewsFeed diventa effettivo in Italia, India, Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna. In questo modo si vuole dare priorità alle notizie affidabili avviando i primi passi verso una importante lotta ai diffusori della fake news.

C’è da chiedersi, però, quanto effettivamente le valutazioni degli utenti siano affidabili, soprattutto se risultano delle opinioni veicolate ad arte come quando, per esempio, si utilizza lo stratagemma della ‘Fake news svelata’. Vale a dire, si usano delle fake news per far passare per false delle notizie reali. Complicato, vero? Prendiamo il caso della foto dei tre piccoli morti annegati in uno degli ultimi naufragi libici. La foto, che mostra tre piccolissimi bimbi di neanche due anni dal corpo rigido e gonfio, invece di creare scalpore e disgusto per le tre piccole vite stroncate in quella maniera, ha destato scalpore perché accusata di esser una fake fatta circolare per chissà quali intenti. Ad avvalorare questa tesi una foto che svela (in maniera piuttosto ridicola!) la tecnica con cui è stata preparata la scena del recupero dei tre corpicini.

Patetico. È patetico pensare che la gente, pur di avvalorare la propria presa di posizione, voglia dimostrare a tutti i costi che la realtà sia un falso. Non tocca a noi dirvi se avete ragione o meno sulla veridicità della foto, piuttosto vogliamo porvi una domanda: ma cosa pensate che sia il numero di “morti annegati, tra cui anche bambini” di cui si parla per ogni naufragio?

Credete pure a quello che volete, non a quello che vedete, ma ci sono fatti che contano più delle opinioni e i fatti contano i morti, anche se non li avete davanti agli occhi.

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