Cronaca

Nella rete del bullismo

Per un italiano su quattro il bullismo è sempre stato presente ma adesso è in forte aumento grazie ai social media. Papa Francesco: la rete può diventare fonte di violenza

Si chiama hate speech, ovvero il linguaggio provocatorio, violento, offensivo, con messaggi spesso falsi, di discriminazione e odio verso un argomento o una categoria di persone. Non di rado l’uso dell’hate speech genera infiniti flame, cioè “risse virtuali”. E da odio si genera altro odio, in questo modo si innesca un meccanismo che è quasi impossibile da placare. Purtroppo la rete si sta dimostrando sempre più il luogo dove violenza, ostilità e astio, dove il disprezzo verso l’altro vengono esibiti con maestria e senza alcuna remore. Non a caso fenomeni negativi come il bullismo trovano il proprio ambiente idoneo, il luogo dove  poter agire indisturbati e spesso anche sostenuti dagli altri, negli  spazi quasi incontrollabili del web.

L’opinione comune che si ha sulla diffusione del bullismo, infatti, è che il fenomeno sia in forte crescita e che sia collegato proprio ai social. Nello specifico, dall’indagine ‘Gli italiani e le discriminazioni’ realizzata da Amnesty International in collaborazione con la Doxa, volta a fotografare il pensiero dei connazionali su questi fenomeni, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta di mille persone intervistate online è emerso che per 7 italiani su 10 il fenomeno del bullismo sia in crescita, inoltre quasi la metà degli intervistati (45%) attribuisce la responsabilità dell’incremento alla “grande cassa di risonanza fornita dai social media”, mentre il 26% ritiene che la crescita sia dovuta al costante “clima di incitamento all’odio e alla discriminazione presente sui media”.

Per un italiano su quattro il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. “Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia” afferma Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica ‘Gaudete et exsultate’, secondo cui “le forme di comunicazione rapida possono essere un fattore di stordimento” riferito in maniera particolare proprio ai giovani che  sono “esposti a uno zapping costante”.

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