Tecnologia

Spazio, è “made in Italy” il più grande pannello solare spaziale

Avrà l’etichetta “made in Italy” il più grande generatore fotovoltaico mai sviluppato per missioni di esplorazione spaziale, avrà una superficie totale di 97 metri quadrati e volerà verso Giove, fino a oltre 750 milioni di chilometri dal Sole. Lo realizzeranno gli stabilimenti di Leonardo-Finmeccanica per la missione dell’Agenzia spaziale europea “Juice”, acronimo che sta per Jupiter icy moon explorer, letteralm ente esploratore delle lune ghiacciate di Giove.

Leonardo-Finmeccanica si è aggiudicata il contratto con Airbus Defence & Space che costruirà la sonda, per fabbricare i 10 pannelli solari costituiti da celle all’Arseniuro di Gallio (GaAs), un cristallo che converte la luce solare in corrente elettrica, ottimizzate per condizioni di bassa intensità di illuminazione e bassa temperatura. I pannelli saranno in grado di alimentare la sonda anche quando la luce solare, a causa della grande distanza, sarà meno di un venticinquesimo di quella che arriva sulla Terra e la temperatura sarà di -230 gradi centigradi.

La missione Juice sarà lanciata nel 2022 e a partire dal 2029 esplorerà 3 dei 4 satelliti medicei di Giove: Ganimede, Europa e Callisto, scoperti da Galileo Galilei nel 1610 e ritenuti di grande interesse per la presunta presenza di vasti oceani sotto la superficie ghiacciata. Juice esplorerà anche gli strati interni delle lune, per capire se possano ospitare condizioni favorevoli alla vita.

La sonda porterà su Giove anche altra tecnologia del nostro Paese grazie al supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) che ha contribuito, insieme con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l’Università Parthenope di Napoli, alla realizzazione della fotocamera ad alta definizione “Janus” e allo spettrometro Majis, realizzato sotto la guida dell’Istituto di astrofisica spaziale francese (Ias).

Leonardo-Finmeccanica, inoltre, ha firmato al Salone dell’aviazione di Farnborough, in Gran Bretagna, anche il contratto con l’Esa per lo sviluppo del sistema “Prospect”, un laboratorio automatico costituito da una trivella robotica e da una suite di strumenti scientifici che permetterà all’Europa di esaminare più in profondità il sottosuolo della Luna.

Askanews

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