Cinema

Una famiglia all’improvviso

Una commedia dal finale amaro che dopo il successo in Francia sta popolando anche in Italia

Diventato famoso grazie al film “Quasi amici”, Omar Sy è tornato sul grande schermo con una deliziosa commedia dal titolo “Famiglia all’improvviso – istruzioni per l’uso” dal finale quasi a sorpresa. Titolo orginale ‘Demain tout commence’, che meglio traduce in realtà il messaggio del film rispetto al titolo italiano, questo lavoro franco-inglese diretto da Hugo Gélin racconta di un’avventura incredibile ambientata in una Londra moderna e diversa, trasformata per l’occasione in un immenso parco giochi. Protagonista uno scapolo che si gode la vita in Costa Azzurra, fin quando una vecchia fiamma si presenta e gli lascia tra le braccia una bambina, Gloria, sua figlia.
All’improvviso Samuel si troverà a fare i conti con la responsabilità di padre, con la pianificazione di un futuro per la sua bambina e la ricerca della madre inglese che per otto anni non darà segni di vita. Il film affronta una tematica attualissima: il concetto di famiglia in questi anni. Con la direzione della fotografia di Nicolas Massart, le scenografie di Emmanuelle Duplay, i costumi di Isabelle Mathieu e le musiche originali di Rob Simonsen, ‘Famiglia all’improvviso’ è una commedia drammatica che mescola umorismo ed emozione nel ripercorrere come Samuel e Gloria, sebbene siano soltanto in due, riescano a formare la più formidabile e unita delle famiglie.
La commedia tocca anche il tema scomodo della condizione della paternità, anche dal punto di vista legale: “E’ una storia molto moderna della famiglia: c’è un padre che accudisce come un genitore unico la figlia, aiutato dal suo migliore amico gay. Una famiglia improbabile, interrazziale, gioiosa.
Mi sono innamorato subito della storia del film messicano, ma avevo bisogno di renderlo più francese e personale possibile. Raccontare in modo più pudico le emozioni, rendere il personaggio della madre più profondo, nell’originale era poco più che un pretesto al servizio della storia”, ha spiegato il regista. “Mi faceva molto ridere quel modo irresponsabile di educare i ragazzini, il rapporto adulto ragazzino che mi ricordava ‘Il monello di Chaplin’, uno dei miei film preferiti, e anche un po’ ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni e alla ‘Ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Un modo per raccontare un momento drammatico con una giusta e poetica leggerezza. E in particolare mi interessava raccontare come si fa a portare la magia nella vita di un ragazzino. La capacità di gestire una verità scomoda”.
Il messaggio finale è semplice e potente nella sua verità: solo il momento, l’hic et nunc ha un valore. Il resto sono solo parole. Quindi la raccomandazione è di godersi al massimo gli attimi che riusciamo a passare con i nostri affetti, come se fossero gli ultimi. Remake di un film messicano del 2013, il film sta sorprendentemente riscuotendo un successo inaspettato ai botteghini: nei primi sette giorni di programmazione ha incassato 2,6 milioni di euro (400.000 spettatori), ottenendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni al box office italiano per una commedia francese e il miglior risultato degli ultimi 5 anni per una commedia straniera europea.

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foto: Ansa

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