Interviste

Voluntary Disclosure bis in Italia: Tassazione Pensioni Svizzere

Costi minimi con l’adesione alla VD Bis. Conviene il calcolo analitico per patrimoni sotto i 2 milioni. Calcolo costo imposte e sanzioni. La VD potrebbe essere l’ultima occasione per regolarizzare i capitali detenuti all’estero  e non dichiarati consentendo di usufruire di sanzioni ridotte e agevolazioni.

A cura dell’avvocato Enzo Caputo dello studio legale Caputo & Partners AG www.swiss-banking-lawyers.com

Chi non fa la Voluntary rischia di perdere tutto quello che ha sul conto svizzero.
La simulazione elaborata si basa su casi reali e mostra che si può regolarizzare il conto in Svizzera a costi minimi. Non fare niente invece, può costare 3 volte il patrimonio in seguito a sanzioni spropositate.
I calcoli fatti dall’avv. Enzo Caputo frutto dell’esperienza nella precedente Voluntary mostrano un confronto sui costi.

Chi deve aderire alla Voluntay Disclosure?
Quando si parla di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero si è portati a pensare che siano solo alcuni personaggi famosi come attori, cantanti o ricchi industriali del nord.
La tipologia dei clienti del nostro studio Caputo & Partners AG di Zurigo, che offre servizi di consulenza per l’adesione alla VD bis ai contribuenti con conti in Svizzera, dimostra il contrario. Il caso tipico è l’emigrato in Svizzera poi rimpatriato in Italia che riceve la pensione accreditata su un conto corrente in Svizzera, aperto negli anni della permanenza in Svizzera. Egli è inconsapevole che dovrà comunicare al fisco le proprie disponibilità economiche dei conti in Svizzera, comprese le pensioni svizzere, pena l’accertamento fiscale.
La possibilità di incappare in una tale situazione è divenuta più probabile a seguito dell’accordo sullo scambio di informazioni Italo-Svizzero, che disciplina  i termini per la regolarizzazione dei capitali e ha posto fine al segreto bancario. Dopo il 2018, il rischio di recapitare un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con sanzioni che potrebbero erodere l’intero capitale detenuto in Svizzera è grande.
Con l’adesione alla Voluntary Disclosure i contribuenti potranno regolarizzare la loro posizione ottenendo consistenti riduzioni delle sanzioni, delle annualità di accertamento e  depenalizzazione dei reati fiscali.
Ritornando ai pensionati rimpatriati in Italia, che di certo non sono evasori intenzionali, essi dovranno regolarizzare il proprio conto in Svizzera, inclusa la pensione. Per chi non aderisce però, si aprono scenari davvero inquietanti come dimostrano i calcoli riportati su casi reali dello studio.

Cosa significa questo per i pensionati?
La  circolare n. 30/2015 dell’Agenzia delle Entrate ha sancito che l’ammontare di tutte le prestazioni corrisposte dalla previdenza AVS e LPP, in qualunque forma erogate siano assoggettate all’aliquota del 5% quando tali pensioni non siano accreditate su conto corrente italiano. Le pensioni usufruiscono dunque di un trattamento privilegiato. La Voluntary Disclosure bis offre 2 opzioni di calcolo: quello analitico e quello forfettario. Per tutti i patrimoni conviene fare il calcolo analitico, anche se molto più complicato ma con il risparmio è considerevole.

Calcolo dei costi – tabelle a confronto: adesione alla VD e accertamento del fisco.
La simulazione elaborata espone un confronto tra le sanzioni irrogate in caso di accertamento e quelle previste in caso di adesione alla VD.

Costi minimi per la VD. Chi non aderisce paga sino a 3 volte il patrimonio.
In conclusione per il contribuente indeciso è fondamentale capire che gli anni da sanare raddoppiano se non aderisce alla VD e proprio il raddoppio con l’aumento delle sanzioni genera cifre spropositate.
Nell’esempio proposto infatti si passa da un costo di CHF 8.700 in caso di adesione a CHF 80.300 con sanzioni minime fino a CHF 353.100 con sanzioni massime in caso di accertamento, con un esborso in caso di non adesione che può aumentare dal 923% al 4.058%!

 

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