Società

Amatrice: grazie agli italiani all’estero!

Intervista a Riccardo Padula, rappresentante della Croce Rossa italiana

Un anno fa abbiamo intervistato la nostra lettrice Cinzia Baccaro che insieme alla ditta Alpha-Spitex, per cui lavora, e il suo capo Saša Terzic è andata a visitare Amatrice dopo il tragico terremoto che ha colpito la zona, e hanno aiutato un giovane ragazzo che aveva perso tutto, la famiglia e la casa.

Per la festa natalizia della ditta, un anno dopo, quindi lo scorso sabato 25 novembre, abbiamo incontrato Cinzia, il capo Saša e anche il rappresentante della Croce Rossa italiana e della Croce Rossa internazionale di Ginevra, Riccardo Padula, che ci ha raccontato qualcosa in più dell’esperienza e della situazione ad Amatrice.

Ci parli dell’esperienza con Cinzia e Saša…

Sono venuto in contatto con Cinzia (Baccaro ndr) durante il periodo del terremoto, è stato veramente in braghe di tela, non avevamo niente. Insieme abbiamo fatto squadra ed ho visto un mondo meraviglioso, se sono qui, infatti, è anche per dare un bacio a tutti quanti e ringraziarvi perché ho sentito che non siamo soli.

La grande solidarietà che c’è stata mi ha colpito. Immaginate di non avere più niente perché nel terremoto succede che prima sei contento di essere sopravvissuto, poi subentra il senso di colpa perché parecchie persone sono morte, ma la cosa peggiore è che non c’è più storia: tutti gli affetti, le cose importanti non esistono più, si è una persona senza storia! Io vorrei ringraziare tutti gli italiani, ho sentito il cuore, è stata una grande e bellissima lezione.

Un anno fa, Cinzia ci ha parlato dell’esperienza ad Amatrice e della grande solidarietà delle persone di tutto il mondo, ma ci si è chiesto come sarebbe evoluta la situazione un domani, superato il primo momento di aiuti. Questo domani è arrivato, qual è la situazione?

La situazione è migliorata, ma è sempre difficile, anche se cominciano ad esserci le case. Abbiamo un inverno che sta arrivando e la nostra è una zona di montagna, quindi fa freddo e c’è neve, allora succede che le casette, per quanto possano essere coibentate, sono fredde. Se mai dovesse mancare l’elettricità, si muore di freddo, la paura è un po’ questa.

Finalmente comincia ad esserci l’acqua, che è stato un problema importante. Certo le macerie ancora non sono del tutto tolte, il problema vero è che le macerie hanno l’amianto che danneggia i polmoni. Nonostante tutto anche dopo un anno abbiamo ancora persone che ci aiutano e che ci stanno vicino.

Lo stato stenta, sono venuti tutti, dal principe del Galles a Papa Francesco, però quella dei politici è una brutta razza, non è questa la presenza che cerchiamo, non abbiamo bisogno di belle parole, ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti.

C’è un problema a livello burocratico: se c’è una casa che sta per crollare, magari per colpa della burocrazia non è possibile costruirne una nuova, perché non rientra in determinati regolamenti. Quando però si deve sopravvivere la burocrazia non dovrebbe impedire i provvedimenti da prendere e invece è così. La burocrazia ci uccide.

Dal punto di vista emotivo invece come stanno le persone?

Siamo contenti di andare avanti, sappiamo che il paese non sarà più quello che era. Di tanto in tanto ci sono ancora delle scosse, viviamo con queste, e ormai siamo abituati a tenere lo zainetto pronto. Abbiamo i punti di fuga stabiliti, ecco, non è bello, ma viviamo con la paura.

Un’esperienza profonda

Incontriamo anche la nostra lettrice Cinzia Baccaro che ci ha confermato di voler continuare a dare il suo contributo per Amatrice: “Sono molto emozionata, continueremo a fare qualcosa per Amatrice, perché c’è tanto da fare. Sono ancora molto colpita da questa esperienza, è inspiegabile, ho imparato tante cose, è stata una lezione di vita vedere ciò che abbiamo visto”.

All’evento era presente inoltre Fabio Bremibilla per il Comites di Zurigo. Bremibilla, che ha affermato di essere molto contento di essere presente all’iniziativa per Amatrice e di “poter scambiare delle parole con i rappresentanti di Amatrice su questa esperienza drammatica che loro hanno vissuto e che a noi italiani all’estero ci fa ancora accapponare la pelle”.

Anche Dara Tanasic, responsabile del servizio di assistenza, ha visitato Amatrice e di quel che ha visto dice: “Questa esperienza è stata molto profonda, io ho visitato Amatrice ed è stato davvero impressionante. Siamo contenti di aver potuto dare una mano, anche se in piccolo”. Su Alpha-Spitex e i servizi invece ci tiene a sottolineare che: “Per quel che ci riguarda come ditta, il nostro motto è quello che lavoriamo con le persone e non in una fabbrica, diamo quindi sempre ascolto ai bisogni personali di ogni paziente”.

Rimanendo sul tema dell’assistenza, anche Antonietta Palumbo, infermiera di Alpha-Spitex, ci racconta che il suo lavoro “è semplice anche se difficile, ma sicuramente molto bello. Abbiamo a che fare con le persone anziane, queste persone sono per lo più sole, con la loro età, con i loro problemi di salute ma anche con le loro paure. È chiaro che ci occupiamo dei loro bisogni primari, come lavarli, vestirli o dare loro le medicine, ma non finisce lì. Essendo persone sole, noi diamo un po’ un senso alle loro giornate trascorrendo del tempo insieme a loro”.

Manuela Salamone

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