Scienze

Dove nasce il pessimismo?

Scoperta un’area nel cervello legata alle decisioni negative

Nucleo caudato: si chiama così la regione del cervello che secondo le recenti scoperte dello studio pubblicato sulla rivista Neuron e firmato dal gruppo del Massachusetts Institute of Technology (Mit), coordinato da Ken-ichi Amemori e da Satoko Amemori, sarebbe ‘la culla del pessimismo’. Secondo la ricerca, rivolta all’analisi approfondita dei circuiti che controllano le emozioni, in particolare quelle legate ai vantaggi e agli svantaggi derivanti dalle scelte che si compiono quotidianamente, la zona in questione (una componente anatomica a forma di virgola del corpo striato, sito nel lobo frontale), sarebbe in grado di esercitare una funzione inibitrice sugli stimoli provenienti dalla corteccia. Grazie alle analisi condotte sui topi di laboratorio, gli scienziati hanno infatti osservato che la stimolazione di questa regione cerebrale crea una sorta di effetto paralizzante, offuscando la capacità dei ratti di prendere decisioni e innescando una condizione non solo momentanea ma duratura, almeno per le 24 ore successive alla stimolazione.

Gli animali sono stati posti di fronte a differenti opzioni per guadagnarsi del succo, una ricompensa inserita in piccoli contenitori dai quali fuoriusciva un fastidioso getto d’aria puntato direttamente sulla faccia. Le combinazioni a disposizione dei topi erano molteplici: poco succo e soffio forte oppure tanto succo e soffio debole. Dopo aver fatto esperienza, i topi hanno imparato velocemente a nutrirsi dai contenitori più vantaggiosi.

Durante lo studio, i ricercatori hanno stimolato elettricamente il nucleo caudato per verificarne il ruolo nel processo decisionale: ebbene le combinazioni di succo e getto d’aria che in assenza di stimolazione erano considerate vantaggiose, tutto ad un tratto sono state scartate dagli animali, a causa di una sovrastima dei costi rispetto ai benefici. In sostanza, se prima della stimolazione i topolini sceglievano di bere il succo d’arancia nonostante il fastidioso getto d’aria, dopo la stimolazione questa scelta non è più avvenuta e gli animali hanno scelto di non bere per non subire gli effetti del getto d’aria.  “La stimolazione del nucleo caudato rende gli animali più titubanti, spingendoli a sovrastimare i costi rispetto ai benefici di una scelta congiunta rappresentata dal sorseggiare un succo d’arancia e ricevere insieme un fastidioso getto d’aria”, hanno dichiarato gli autori dello studio. È esattamente ciò che avviene nelle persone che soffrono di ansia e altri disturbi neuropsichiatrici. La ricerca potrebbe avere importanti ripercussioni nello studio della depressione e degli stati d’ansia: indagando nello specifico l’attività del nucleo caudato in pazienti affetti da questi disturbi e individuando eventuali relazioni e connessioni con il sistema limbico, sede cerebrale delle emozioni, si potrebbero infatti ottenere notevoli passi in avanti, secondo quanto dichiarato dagli stessi autori dello studio. Inoltre, individuando l’origine precisa del malessere si potrebbe rendere più agevole lo sviluppo di nuove terapie mirate, oltre a rendere più efficaci quelle già esistenti.

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foto: Ansa

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