Interviste

Far ridere è bello!

Teresa Mannino, comica, attrice e conduttrice tv dalla verve unica e originale, ritorna in Svizzera con il suo spettacolo “Non è tutto Nord quello che luccica”…

Abbiamo raggiunto l’attrice siciliana nella sua isola dove si trova per lavoro. Da anni vive a Milano, ma quando può, scende nella sua patria. La tentazione di parlare di sole, mare, granite e cannoli è forte. Invece iniziamo dal lavoro.
“Far ridere è bello. Ti scatena l’energia, è un po’ come fare innamorare”, ci rivela Teresa Mannino, che nei suoi spettacoli spesso ci parla dei ricordi della sua fragorosa infanzia nella calda Sicilia, del rapporto tra genitori e figli, delle corna tra uomo e donna e di come il mondo è cambiato intorno a lei. Specialmente nello spettacolo “Sono nata il ventitré” che è stata un’esperienza che l’attrice e comica palermitana racconta come catartica: “Ho parlato di me, dei miei ricordi che sono quelli di una generazione, del rapporto tra uomini e donne, di tradimenti… diciamo che mi è servito a fare chiarezza”, racconta con inconfondibile accento dall’altro lato della cornetta.
Del resto, la sua è una vita piena. L’amore a prima vista per il cabaret, il trasferimento a 27 anni a Milano (“Fino a quel momento mi sentivo una bambina”), il debutto sul palco di “Zelig”, una figlia di cui è innamorata pazza. Quindi la sua infanzia è stata completamente diversa da quella che vive sua figlia Giuditta? “Se oggi mia figlia ha gli incubi, penso di mandarla dalla psicologa. Mia madre invece mi metteva a dormire con mia sorella. A 10 anni andavo da sola a comprarmi le scarpe nel centro di Palermo. A Giuditta non darei mai il permesso”.
Una mamma severa quindi? “Severissima, ma molto affettuosa. Sono la classica mamma del Sud. Nello spettacolo confronto i genitori di una volta e quelli di oggi. Non ci sono vincitori ne vinti: siamo troppo apprensivi, occupati, soffocanti e presenti. I nostri genitori ci tiravano dietro gli zoccoli quando facevamo qualcosa che a loro non andava bene. Io oggi non lo farei mai a mia figlia. Ma poi a pensarci bene, non era così male l’educazione con lo zoccolo”.
Lo spettacolo che Teresa porterà in autunno a Berna e Zurigo riserva al pubblico svizzero un medley che raccoglie il meglio di dieci anni della sua comicità. Una parte dello spettacolo è dedicata ai difetti degli uomini e ai tradimenti. Ma oggi sono ancora gli uomini a tradire di più? “Le donne tendono a non dirlo, gli uomini invece se ne vantano, anche se non è vero”. Emerge una critica della società di oggi… “Nessuna critica”, tiene a precisare Teresa Mannino, “perché io non esprimo mai un giudizio ma faccio soltanto un confronto fra donne e uomini. Certo, essendo donna, sono un po’ di parte”.
Il suo modo di fare comicità è sottile e filosofico; come e quando arriva l’ispirazione per una battuta? “È fondamentale la parte iniziale che nasce dall’osservazione del vissuto o da qualcosa che ti fa arrabbiare. A quel punto cerchi la risposta o trovi una soluzione bizzarra. Poi subentra il lavoro di scrittura vero e proprio: tra un tè, mia figlia che entra ed esce dallo studio e un po’ di casino famigliare escono fuori le battute”. La prima cosa che fa al rientro a Palermo? “Il mio rito riguarda il cibo. Prima le crocchette di mamma, poi la granita, infine gelato e brioches a Mondello. Tutto in un giorno. E devo guardare monte Pellegrino che è il più bello del mondo”.
Domenica 16 luglio il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha presentato nella Valle dei Templi di Agrigento, uno dei luoghi più cari ad Andrea Camilleri e al suo Commissario Montalbano, il docu-film sulla vita del celebre scrittore agrigentino “Il Maestro senza regole”. Ed è stata proprio Teresa Mannino a raccontare la sua straordinaria esperienza in compagnia del Maestro, conosciuto sul set durante le riprese del film. Un’esperienza che l’ha cambiata: “Da un punto di vista personale mi ha fatto ritornare alle origini. Camilleri mi ha ricordato chi ero perché lui ha questa grandissima capacità di farti essere te stessa, perché non ti giudica”.
L’evento della Valle dei Templi di Agrigento intendeva celebrare una Sicilia che sa rinascere e guardare con orgoglio alla sua storia che proprio in questa terra ha lasciato tracce imponenti nella perfezione delle architetture dei templi dorici e nell’emozionante paesaggio della campagna agrigentina.

Bruno Indelicato

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