Politica

Governo M5s-Lega: i conti non tornano

Incongruenze sui costi dei punti presi in considerazione dal governo di Di Maio e Salvini secondo le stime dell’Osservatorio si conti pubblici

Reddito di cittadinanza e rafforzamento dei centri per l’impiego, flat tax con due aliquote, la revisione della Fornero, la riforma delle pensioni, questo e quant’altro nel contratto di Governo a cui hanno lavorato Lega e M5s, delle azioni certamente mirate e che avranno  un determinato costo che si aggira intorno a 100 miliardi come sono stati valutati dal capogruppo alla Camera del M5S, Giulia Grillo, ma “non sono certamente annui, vanno spalmati nei 5 anni. La media dell’ammontare delle finanziarie annue sta sempre tra i 20 e i 30 miliardi quindi noi ci manteniamo assolutamente nella media”.

Ma dall’Osservatorio sui conti pubblici arriva subito la smentita su quanto quantificato dalla portavoce grillina e l’ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, fornisce una prima stima del costo del programma che risulta “leggermente” più costoso rispetto quanto dichiarato. Riprendendo analisi fatte in passato sui costi economici delle proposte, il costo oscillerebbe tra i 108,7 miliardi e i 125,7 miliardi, ben 17 miliardi in più che, a quanto pare, dipendono dalla voce “politiche per la famiglia. Ma la cosa più grave è che questa cifra conteggiata dall’Osservatorio, non sarebbe da considerare per tutta la durata dei 5 anni, ma sarebbe invece il costo annuale delle riforme proposte da questo governo. Ciò significa che il governo Lega-M5s dovrebbe trovare ogni anno tra i 108,7 e i 125,7 miliardi di euro per finanziare le misure dell’accordo. Se si prende in considerazione il tanto acclamato Reddito di cittadinanza, questo costerebbe all’Italia 15 miliardi di euro all’anno, così come la riforma delle pensioni porterebbe ad una spesa sociale per lo Stato di 8,1 miliardi ogni anno. Anche da parte dell’Inps le stime non sono rosee. Secondo Tito Boeri, infatti, il reddito di cittadinanza costerebbe tra i 35 e i 38 miliardi di euro all’anno, così come potrebbe costare di più la modifica della legge Fornero sulle pensioni. Addirittura, secondo le previsioni più nere, il costo del contratto di governo potrebbe arrivare anche sui 200 miliardi di euro all’anno.

Davanti a questi conti il commento di Di Maio è arrivato tramite un video su Facebook:  “Il nostro obiettivo è ridurre il debito pubblico. Quando leggo che qualcuno fa il conto della serva sul nostro programma e si chiede dove sono le entrate, rispondo che ci sono i margini in Europa che dobbiamo andarci a riprendere: a giugno si riprogramma il bilancio europeo per 7 anni a lì ci sono i fondi che dobbiamo andarci a riprendere visto che versiamo 20 miliardi. E sono negli investimenti ad alto moltiplicatore”.

Dall’Ue, però, si guarda con molta difidenza questi numeri, “ci sono alcune cose che sono preoccupanti” è stato il secco commento della commissaria europea al Commercio Cecilia Malmstroem, a margine di una riunione del Consiglio a Bruxelles, in merito al governo 5 Stelle/Lega in via di formazione in Italia. Così come anche il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt ha commentato che solitamente “la Commissione europea non interferisce nelle politiche nazionali: tuttavia riteniamo molto importante che il nuovo governo italiano mantenga la sua strada e persegua una politica di bilancio responsabile”. “L’Italia – ha sottolineato – ha il secondo debito pubblico più alto della zona euro dopo la Grecia”.

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