Cinema

Gramigna, riscatto e redenzione

La storia di Luigi, un ragazzo campano che si oppone alla criminalità organizzata

Tratto dall’omonimo libro testimonianza di Michele Cucuzza e Luigi Di Cicco, arriva nelle sale ‘Gramigna’, il film di Sebastiano Rizzo che racconta la vera storia di Luigi, figlio di un boss della camorra che tenta di opporsi alle consolidate regole di famiglia e tirarsi fuori dal mondo della criminalità organizzata nel quale è suo malgrado cresciuto. Per dirla con le stesse parole del regista, Gramigna “narra la storia di come Luigi, figlio di uno dei più potenti boss della malavita campana (che sta scontando l’ergastolo e che il ragazzo non ha mai visto se non in galera) sia costretto a fare i conti costantemente con una realtà di camorra, che si divide tra bene e male ed è lui stesso conteso tra ‘tentatori’, ricchi e persuasivi malavitosi, e ‘angeli custodi’, sua madre Anna e Vittorio, l’amato suo allenatore di calcio che, nel film, sarà interpretato da Enrico Lo Verso”. E sono proprio questi ultimi a spronarlo a lavorare e a studiare, facendogli capire il valore della famiglia, della libertà e della serenità. Come gramigna, il giovane Luigi cercherà di estirpare dunque la tentazione che potrebbe portarlo lontano dall’agognata libertà, a costo di tutte le difficoltà e le umiliazione che dovrà subire.

Già impegnato su un altro set, il regista ha raccontato come ha conosciuto il protagonista della storia: “Luigi è nato dal cuore di camorristi ed è riuscito a dire di no. Il suo è un messaggio positivo, vuol dire che in Campania c’è la speranza, anche se nasci in questa famiglia. In Gramigna è tutto vero, non abbiamo tolto moltissimo”. Gianluca Di Gennaro, il giovane attore che interpreta il ruolo di Luigi nel film, ha invece espresso il suo orgoglio e il suo senso di responsabilità nell’interpretare un ruolo così significativo: “Luigi è uno di quegli esempi non solo per Napoli ma per l’Italia. Lui porta in giro la sua testimonianza con grande voce. Da parte mia era forte il senso di responsabilità nell’interpretare un personaggio vero che comunque ha vissuto storie molte particolari. Ci hanno insegnato, ultimamente, a vedere il male a 360 gradi raccontandolo in ogni minimo dettaglio, ma in questo caso parliamo del bene. Il messaggio del film è completamente opposto e non c’è possibilità di cogliere un messaggio sbagliato. Questo può facilmente accadere con i giovani ma in Gramigna c’è uno degli esempi più giusti e più buoni che si possono avere”.

Per precisa scelta del regista, la storia è raccontata senza violenza: “È stato difficile focalizzarmi sulla vita di Luigi, ma non volevo fare un film sulla camorra o sul modus operandi della camorra. Non volevo raccontare quello che ha fatto il padre, ma la sofferenza del figlio, una vicenda così vera e difficile da raccontare. Ho raccontato la vita di un ragazzo a cui è stata privata l’adolescenza, che ha visto suo padre solo in carcere. Il mio è un racconto di sentimenti, è la prima volta in Italia, non esiste solo Gomorra, ci sono storie positive. Anche il titolo è ad hoc, è un’erba cattiva che può dare frutti positivi”. ‘Gramigna’ è prodotto dalla Klanmovie e arriverà in sala il 23 novembre; dal 27 novembre, grazie all’Unicef sarà visto dagli alunni delle scuole superiori d’Italia: come ha sottolineato Emilia Narciso, presidente provinciale Unicef, ‘Gramigna’ è un film che parla della “negazione dei diritti, dell’infanzia, è una storia importante da raccontare”.

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foto: Ansa

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