Editoriale

I porti chiusi e l’annullamento dell’umanità

Chiudiamo i porti e anche gli occhi e le orecchie, perché non dobbiamo vedere e neanche sentire la disperazione di chi cerca salvezza per la propria vita e per i propri figli. Chiudiamo anche la mente e il cuore: la mente non deve capire il dolore e tutto quello che c’è intorno, il cuore non può compatire ancora, bisogna annullare i sentimentalismi. L’annullamento dell’individuo, non solo in mare, ma anche in terra, perché attorno a noi il buio, il silenzio, il nulla. Siamo davvero più sereni e più tranquilli se c’è chi pensa al posto nostro, per noi? Siamo più contenti pensando che non provando sentimenti possiamo vivere meglio? È quello che stiamo facendo se chiudiamo i porti. Sulla nave Aquarius ci sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte che chissà per quanto tempo dovranno ancora peregrinare per mare mentre le scorte sono sempre meno e aumentano paura e sconforto. Nel frattempo in Italia sono sbarcati altri 800 migranti, recuperati da imbarcazioni italiane e internazionali in operazioni di soccorso che si sono concluse in piena notte. Perché questi sono riusciti a sbarcare in Italia mentre per i migranti dell’Aquarius i nostri porti si chiudono? “Ancora una volta la politica degli stati europei” si pone “al di sopra delle vite delle persone” è stata la denuncia pesante di Medici senza Frontiere. Poi la Spagna si propone come porto sicuro e accogliente, ma il maltempo rema contro, è molto pericoloso avvicinarsi alle coste spagnole. La verità è che se queste 600 anime sospese nel limbo mediterraneo, tra Malta e Italia, non avranno una buona fine è perché noi abbiamo deciso che i 750 morti dal 2018 non sono affare nostro. Come se non facessimo parte dell’umanità intera. E se a questi uomini, in balia di una insensata disputa territoriale, capitasse qualcosa di ancora più terribile, come se non bastasse quello che già stanno subendo, non sarà solo colpa di Salvini o Toninelli che si sono affrettati ad inviare il comunicato di chiusura e che hanno deciso di sfidare in un irrazionale braccio di ferro Malta, ma l’avremmo voluto noi tutti decidendolo lo scorso 4 marzo, ricordate? Ma è vero che è difficile ricordare quando la mente è chiusa, come gli occhi, le orecchie, il cuore… i porti.

 

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foto: Ansa

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