Italiani in Svizzera

Italiani in Svizzera: Giuseppe Coronese

Il mio locale, la mia passione!

Raccontaci di te…
Mi chiamo Giuseppe e ho 45 anni, sono di Gemini, Lecce, e dal 2000 sono in Svizzera. In realtà sono nato in Svizzera, abbiamo vissuto qui finché avevo 12 anni e poi i miei hanno deciso di tornare in Italia nel 1984. Ho frequentato le scuole in Italia e la scuola alberghiera a Lecce. A dire la verità, non mi sono trovato molto, ho iniziato a lavorare stagionalmente in vari posti, tipo a Rimini per esempio, ma avevo ben in mente di voler tornare in Svizzera.
Sono tornato nel 2000, ma a Losanna perché conoscevo qualcuno che mi ha dato un posto di lavoro, ma non il permesso per rimanere. Poi sono venuto ad Aarau, dove ho lavorato prima nel ristorante di un mio amico, poi ho cambiato e ho iniziato a lavorare in questo locale come dipendente. Nel 2003 il proprietario mi ha venduto il locale ed è da quel momento che lo porto avanti e ho cambiato tutto però! Questo è il 14° anno che ho il mio locale, ho fatto dei lavori all’interno del bar, ho cambiato anche la carta e i prezzi. Diciamo che ora ho una clientela più selezionata.

Cosa ti piace della Svizzera?
A me ha sempre interessato solo la Svizzera. Sono anche stato in Germania, mi è sempre piaciuto muovermi e fare diverse esperienze, ho lavorato in discoteche, bar, nei posti più squallidi dove la gente entra ubriaca e se ne va con l’ambulanza (ride), ma la Svizzera mi è sempre rimasta in testa. Quando siamo tornati in Italia mi mancava l’ordine, la puntualità e quindi ho fatto di tutto per tornare.

Come mai?
Anche se il mare è bellissimo, il Salento è uno dei posti più belli dell’Italia, però io rimarrei volentieri in Svizzera per le ferie! A me piace la natura che c’è qui, mi piace la neve, quando fa freddo, ma anche quando fa caldo…a me la Svizzera piace sempre.

Che differenza noti tra la Svizzera e l’Italia?
La gente sicuramente è più chiusa, anche se da me hanno imparato tutti ad essere aperti, li sveglio io (ride), entrano come le mummie ma se ne vanno contenti. Certo in Italia c’è più vita, ma secondo me anche perché c’è meno pressione, la gente lavora in un modo diverso.
Io qui vedo gente, soprattutto donne, che vanno a lavoro e hanno il telefono all’orecchio, la sigaretta nell’altra mano, il panino nella tasca e spingono la bici, sono sempre di corsa! In Italia invece vanno prima al bar, si fumano con calma la sigaretta, leggono il giornale e poi vanno a lavorare. Nel mio bar la mentalità è un po’ così, la gente si prende 20 minuti la mattina per venire prima da me a prendersi il caffè. Non c’è molta flessibilità qui, in Italia se vado a trovare qualcuno non devo chiamare prima.

Hai detto che sei venuto da solo in Svizzera. Ora hai una famiglia qua?
Sì, ho una moglie stupenda e tre figli Arianna, Alyssa e il piccolo Alexis, per me è molto importante portare avanti la cultura italiana, ma anche grazie a mia moglie che è leccese anche lei. Una di loro va alla scuola d’italiano, quando abbiamo la possibilità scendiamo a Lecce, devono conoscere le loro origini. Non noto molte differenze da quando io ero piccolo e loro adesso, magari ai miei tempi c’erano meno stranieri. Inoltre io non ho vissuto neanche problemi d’integrazione o razzismo quando ero piccolo.

Parlaci del tuo locale…
Ho lavorato qui per un paio d’anni poi, quando l’ho acquistato, ho cambiato tutto, soprattutto la clientela. Offro la cucina fresca, quando vengono per i controlli dell’igiene, mi chiedono sempre dov’è il freezer, io rispondo che non ne ho, uso solo un frigo. Se ne meravigliano perché faccio veramente tutto al momento, ogni giorno preparo tutto fresco e faccio una spesa assolutamente genuina, l’unico fornitore che ho è per le bevande.
Il pane e i cornetti li porta ogni giorno il mio panettiere di fiducia. Il vino e l’olio sono rigorosamente di Lecce. Tutta cucina mediterranea. Preparo ogni giorno dei sughi, uno con carne e uno vegetariano, cucino la pasta quando il cliente viene al locale, quindi non ho prodotti precotti. Poi ci sono anche richieste, realizzo ciò che mi chiedono di preparare da portare a casa, tipo take away, ma solo su ordinazione. Preparo anche dei barattoli di conserve alimentari, con olive, peperoncino, funghi, insomma, tutto ciò che offro è fatto da me artigianalmente. Lavoro con molta passione, metto il cuore nel mio locale.
Lavoro solo con prodotti italiani, ho il caffè leccese si chiama “Quarta” la macchina è la numero 1 con la quale faccio diversi tipi di caffé. Ho 30 posti a sedere nel mio locale e 45 posti in terrazza, è veramente molto bello qui. Offro anche degli aperitivi ad esempio il sabato, smetto di servire il caffè alle 14.30 e facciamo solo aperitivi. Realizzo il servizio di aperitivi anche per matrimoni, compleanni, battesimi ecc.

Cosa offri di speciale?
Tra le specialità c’è una bevanda, si chiama Tocco Rosso, è simile all’Hugo ma un po’ modificato. Non metto neanche il ghiaccio, perché se si scioglie, annacqua troppo le bevande. Ad esempio le lasagne sono molto speciali da me, anche perché sono fresche, nei ristorante normalmente le lasagne sono congelate e per servirle li riscaldano in microonde, da me no!
Anche le mie insalate sono molto speciali, non si trovano come da me! Facciamo anche le serate Champions, quando ci sono le partite importanti, ci incontriamo alle 19.00, si cena verso le 19.30 e guardiamo la partita tutti insieme. Facciamo queste serate anche per gli Europei o i Mondiali.

Giusi Bar,
Ziegelrain 8,
5000 Aarau,
Tel. 062 822 02 90

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