Editoriale

La differenza tra fare propaganda e governare

Chi può biasimare i pugliesi che, ad accordo Ilva concluso, hanno messo in atto una vera e propria protesta contro il M5s, il partito che avevano votato per la promessa del cambiamento?

A Taranto il M5s aveva promesso la chiusura degli stabilimenti che, per le emissioni inquinanti, hanno causato negli ultimi decenni la morte di un imprecisato, ma molto elevato, numero di operai e di abitanti della città e dintorni. La chiusura faceva parte del contratto di governo. Ma le cose non sono andate così, soprattutto nel momento in cui le promesse fatte durante la propaganda elettorale si sono scontrate con la realtà dei fatti.

Per Ilva nessun cambiamento rispetto alla proposta del precedente governo. L’acciaieria è stata acquisita da un colosso straniero e si va avanti amici come prima. O quasi, perché a Taranto molti iscritti al MoVimento hanno avvertito questa mossa come un tradimento e loro il cambiamento tanto decantato dal governo non l’hanno notato. Invece un piccolo cambiamento c’è stato e insieme a questo tanti altri. Avevano promesso di chiudere l’acciaieria pugliese ma presto hanno capito che la “migliore possibilità” era quella di tenerla aperta, cambiando idea.

La stessa cosa si può ravvisare su molti altri fronti, per esempio i vaccini dove era stata confermata la non obbligatorietà e a pochi giorni dall’apertura dell’anno scolastico si è invece ristabilita l’obbligatorietà di determinate vaccinazioni. Ovvero, se il governo in carica aveva appoggiato le famiglie “no-vax” e tolto l’obbligo di vaccinare i propri figli per farli entrare negli asili e nelle scuole, tutto è stato riportato com’era in precedenza. Altro cambio di direzione. Ultimamente si sta discutendo sull’apertura domenicale o meno degli esercizi commerciali: inizialmente l’idea era la chiusura domenicale dei negozi, adesso “ci sarà sempre un posto dove andare a fare la spesa. Ci sarà un meccanismo di turnazione per cui resterà aperto il 25% dei negozi, gli altri a turno chiudono”. Ma state tranquilli che entro l’anno “sicuramente” arriverà la legge che impone lo stop la domenica e nei giorni festivi delle aperture agli esercizi e ai centri commerciali… l’affare sembra un po’ confuso, ma, cerchiamo di avere pazienza, i cambiamenti comportano sempre delle decisioni difficili da prendere, no? Altrimenti si rischia di fare come è successo con Salvini con la nave Diciotti che non doveva attraccare e ha attraccato a un porto italiano; non poteva scendere nessuno e sono scesi tutti; dovevano essere distribuiti tutti negli altri paesi europei e la maggior parte è in Italia…

Insomma, il “caso Ilva” è vero che si è concluso nel migliore dei modi possibili, come afferma lo stesso vicepremier Luigi Di Maio, e il problema non è neanche che si sta facendo il contrario di quello che hanno promesso durante e dopo la propaganda elettorale. Il problema vero non è la scelta di oggi, ma la presa in giro di ieri che continua anche oggi, quella sì!

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foto: Ansa

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