Italiani in Svizzera

La storia di Antonio Scalese

Ci racconti di lei…
Mi chiamo Antonio Scalese, sono nato nel 1944 e sono originario di Aiello del Sabato in provincia di Avellino. Nel luglio del 1961 sono venuto in Svizzera per trovare mia sorella che già viveva qui e ho trovato un posto di lavoro presso una fabbrica di lampade, dove ho iniziato a lavorare per 40 centesimi all’ora, immaginate… oggi sembra davvero assurdo, no? Più tardi ho fatto l’apprendistato presso una ditta di taxi e limousine e nel ‘71 mi sono messo in proprio.

Che impressione le dava la Svizzera quando è venuto?
Mi sono sempre trovato bene qui in Svizzera, anche che non ero solo, c’erano già diversi miei parenti. Ad ogni modo, io non mi sono mai sentito uno straniero, altrimenti me ne sarei tornato subito in Italia. Ho sempre avuto amici svizzeri, mi sono integrato molto velocemente.
Ci racconta qualche storia di quando è venuto in Svizzera?
Se ne volete sentire una buffa: come dicevo, ho sempre avuto molti amici svizzeri e così frequentavo anche ragazze svizzere. Una di queste è diventata la mia fidanzata, ma all’inizio non ci capivamo molto, dato che io il tedesco non lo parlavo bene e lei l’italiano non lo sapeva. Appena siamo riusciti a comprenderci un po’ meglio ci siamo lasciati!

Ha mai pensato di tornare a vivere in Italia?
Sì, qualche volta ci ho pensato. Non solo per motivi sentimentali, ma anche economici. Però, dico la verità, per me sarebbe davvero difficile lasciare la Svizzera, penso a tutte quelle domeniche che trascorro nelle città o nel verde di questo Paese. Nonostante io sia molto legato al mio paese nativo, al mio comune di cui fieramente posso dire che aumenta sempre più di popolazione, alla politica e soprattutto ai suoi cittadini, nonostante tutto ciò per me sarebbe difficile tornare a vivere in Italia.

Ha vissuto situazioni molto difficili in passato…
Ho avuto diversi incidenti per cui non ho potuto più lavorare a tempo pieno, soffro tutti i giorni delle conseguenze di quattro incidenti, di cui uno al Farbhof di Zurigo dove sono stato investito da una macchina, ma vado avanti  anche grazie a una specie di terapia che ho trovato nella creazione delle mie lampade artigianali in stile Tiffany.

Ecco, queste lampade ora le vuole vendere…
Sì, questa è una passione che per tutti questi anni ho sempre mantenuto. Le lampade Tiffany, mi affascinano ancora oggi. Quella calda luce multicolore è perfetta per qualsiasi arredamento che si sceglie. Se mi venite a trovare vi mostrerò con piacere le mie creazioni. Ora però per me è importante andare avanti e per questo le vendo a prezzi davvero convenienti!

Articolo precedente

La continua sfida di Ezio Bosso

Prossimo articolo

Amnistia fiscale e prestazioni complementari - Aggiornamenti in corso

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *