Italiani in Svizzera

La storia di…Marco Tridici

Pentola D’Argento – Dove la cucina è a vista

Raccontaci di te…
Mi chiamo Marco Tridici, ho 26 anni, sono in Svizzera da cinque anni. Sono originario di Lecce, ma i miei genitori per questioni di lavoro si sono trasferiti a Bologna dove sono cresciuto. Quando avevo 20 anni sono partito. L’avventura mi ha portato in Svizzera dove ho un cugino e grazie a lui oggi mi trovo qua.
Ho iniziato a lavorare in un ristorante a Zurigo con uno chef siciliano molto bravo, dove, subito il primo anno di apertura, ci siamo piazzati al primo posto come miglior ristorante italiano della classifica di “Zürich geht aus!”. A questa sono seguite altre esperienze in altri ristoranti. Dopo queste esperienze ho cercato di mettermi per conto mio ed ho creato questa attività di catering, attività che qua è molto apprezzata.

  Come ti sei trovato quando sei arrivato in Svizzera?
Era la prima volta che venivo in Svizzera. Ho notato i lati positivi come anche i negativi, ma in tutti i posti è così. Ho trovato ordine, una vita molto schematica che, per certi versi, è molto buona, per altri invece non tanto perché alla fine non siamo dei robot! Solo che il sistema ti porta verso questa strada, forse anche per questo funziona quasi tutto rispetto all’Italia.

A proposito di differenze, quali noti tra la Svizzera e l’Italia?
Differenze in ambito lavorativo, la Svizzera è molto più organizzata. Sicuramente noto un po’ più di pressione per la vita costosa, oltre allo stile di vita che è più alto rispetto all’Italia. Ci sono delle spese fisse a fine mese che magari in Italia non ci sono e questo ti mette nella condizione di dare il massimo ogni giorno.
Dell’Italia mi manca la solidarietà della gente, un po’ il sole e certamente la mia famiglia. Quando sono arrivato all’inizio era un po’ difficile, perché lo stile di vita è completamente diverso così come anche la cultura. In Italia sono sempre andato a scuola, ma ho anche lavorato, i miei genitori hanno un’attività da 20 anni, un rivenditore di auto con autolavaggio e officina e quindi ho dato una mano.
Dopo aver finito le scuole, invece, ho sempre lavorato nei ristoranti. All’inizio ho cercato subito di lanciarmi nella cultura e nella mentalità del luogo, non è stato facile, ma passo dopo passo ho imparato tantissime cose. Bisogna ambientarsi per andare avanti nel miglior modo possibile, anche se non dimentico l’Italia, dove torno sempre a Natale e in estate.

Raccontaci della tua attività…
Abbiamo aperto cinque mesi fa, siamo tre ragazzi che cercano di offrire un servizio veramente italiano e ci occupiamo sia dell’offerta gastronomica che della ricerca della sala. La nostra offerta gastronomica è completa, dal buffet fino alla torta e i dolci realizzati con prodotti e ricette solo italiane.
Abbiamo una pentola che ci permette di realizzare la cucina a vista in sala, quindi il cliente vede tutti i passaggi del prodotto fresco fino a quando lo ha nel piatto: vede tutti gli ingredienti, riesce a sentire i profumi, ne conosce i passaggi della sua realizzazione e infine il prodotto finale. questo è molto apprezzato. Ci troviamo molto bene con questa formula, i clienti sono contenti. Organizziamo soprattutto compleanni, cresime, battesimi… insomma tutto, stiamo molto attenti alle esigenze del cliente e diamo il nostro meglio per accontentarlo.
Realizziamo una cucina italiana a base mediterranea. Noi ci occupiamo di tutto, dipende da quello che desidera il cliente, al momento basta chiamare un mese prima, ma certamente è consigliabile contattarci il prima possibile. Offriamo un’ampia scelta tra buffet, primi, secondi, dolci e torte e lavoriamo solamente con prodotti freschi. Ci rechiamo personalmente al mercato dove abbiamo i fornitori di fiducia, noi non presentiamo mai nessuna cosa surgelata o impacchettata, questo è molto importante!

Quando nasce la tua  passione per la cucina?
Nasce fin da quando ero piccolo. Siamo una famiglia numerosa, da parte di mia mamma sono sette sorelle e due fratelli, quindi in totale 9 zii e 34 cugini, e la domenica si mangiava sempre dalla nonna che si ritrovava con i figli al completo e tutta la loro famiglia al seguito in casa. Mia nonna si alzava alle 5 del mattino per preparare le orecchiette e il sugo, tutto fatto in casa.
Capitava che quando il sabato sera dormivo da lei, la domenica mi alzavo verso le 7 e volevo far colazione con latte e i biscotti, ma lei, che stava preparando il sugo della domenica, mi suggeriva di assaggiare il sugo con il pane! Da noi c’è sempre stata la tradizione della buona tavola, quindi questa passione è nata quando ero piccolo.

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