Musica

‘Maeba’, il ritorno dell’alieno Mina

In tutti i negozi dal 23 marzo il nuovo album della mitica tigre di Cremona

Settantotto anni appena compiuti, 74 album e sessant’anni di carriera: questi i numeri di una vita, e di una carriera, cui c’è poco da aggiungere per descrivere il mito della Tigre di Cremona, come tutti i miti senza limiti e senza età. Non si può che applaudire infatti al nuovo e sempre ugualmente entusiasmante lavoro di Mina, ‘Maeba’, che gli è valso dai critici la definizione di ‘aliena che si diverte’.

Una scaletta che lo stesso Massimiliano Pani, figlio e produttore della grande artista, ha definito ‘coraggiosa e pazza’, con affascinanti e pindarici volteggi tra classici pezzi ‘alla Mina’ e brani rock, e poi ancora jazz, swing e brani addirittura elettronici e psichedelici. Chicca di ‘Maeba’ il duetto, l’unico, con Paolo Conte, in napoletano, ‘A minestrina’, brano scritto e interpretato dallo stesso cantante la cui voce ruvida si mixa perfettamente con quella ancora limpida e chiara di Mina nel raccontare, sopra un intreccio semplice e geniale di chitarra e contrabbasso, una storia d’amore tra due persone della loro età, beffandosi ‘di un mondo dove i settantenni vogliono sembrare trentenni”, ha commentato divertito Massimiliano Pani.

“Un giorno Paolo Conte mi ha telefonato e mi ha detto: ‘Ho scritto un pezzo per Mina’. E io potevo dirgli di no?”, riassume Pani, produttore del nuovo album e portavoce della madre, della quale racconta con ammirazione: “Non esercita né cura la voce, addirittura ha ricominciato a fumare. Semplicemente ha uno strumento straordinario, ha l’intelligenza e la visione per usarlo e la fortuna di non averlo consumato in milioni di concerti. Fa cose più coraggiose di tanti ventenni. La sua particolarità è aver sempre cercato qualcosa che la portasse da un’altra parte: lei è la prima ad essersi rotta dei pezzi ‘alla Mina’”, racconta ancora il figlio.

L’album, anticipato dal singolo ‘Volevo scriverti da tanto’, che già rivela ancora una volta la Mina senza tempo, quella chanteuse stile anni ‘70 che canta ‘ho litigato con Dio’ ma ‘ho fatto pace con me, per sempre”, contiene molti brani firmati da artisti esordienti, ma conta anche firme eccellenti, addirittura postume, come nel caso di Paolo Limiti e Giorgio Calabrese che hanno scritto le parole rispettivamente per la stralunata, giocosa e irriverente ‘Il mio amore disperato’ e per la languida ‘Al di là del fiume’.

In ‘Ti meriti l’inferno’, l’acuto in ‘Ma io vorrei dirti cosa sento…’ è così affilato da togliere il fiato. E la spericolatezza interpretativa di ‘Argini’ vale una lezione di canto dalla maestra per eccellenza, una che, sempre per citare il figlio, ‘ha iniziato quando le registrazioni si facevano solo su due piste, non c’erano tutte le possibilità digitali di oggi, quindi o sapevi cantare bene oppure ciao’. Da gustare, ancora, il divertissement soul di ottoni in ‘Ci vuole un po’ di R’N’R’, firmata da Andrea Mingardi e la chiusa lisergica ‘Un soffio’, scritta da Davide Boosta Dileo con le liriche del paroliere dei Subsonica Luca Ragagnin, traccia eterea, destrutturata e sospesa sopra un esile beat. In sintesi ‘Maeba’ sembra essere uno dei migliori lavori degli ultimi anni: merito certo dell’artista invisibile più famosa di tutti i tempi, della sua continua curiosità e voglia di sperimentare, che si sostanzia in brani che non perdono intensità e, soprattutto, non hanno steccati.

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foto: Ansa

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