Esteri

May e lo stop ai cittadini Ue in cerca di lavoro

Fine di giurisdizione Ue e libertà di firmare accordi commerciali

Fine della libertà di movimento, libertà di firmare propri accordi commerciali e fine della giurisdizione della Corte europea sul Regno Unito perché l’accordo sulla Brexit con l’Unione europea “rispetti veramente la volontà del popolo britannico”. Così la premier Theresa May ha illustrato il piano del suo governo sui futuri rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit nel giorno in cui il documento è stato ufficialmente illustrato in parlamento. Un piano che ha portato alle dimissioni il ministro per la Brexit, David Davis, e il suo collega al Foreign Office, Boris Johnson, fautori di una “hard” Brexit, e che ha scatenato la protesta dei falchi del partito conservatore della premier.

“In primo luogo comporterà la vera fine della libertà di movimento – ha scritto May nell’intervento pubblicato dal Sun e rilanciato sulla propria pagina Facebook – non sarà più permesso alle persone di arrivare qui da tutta Europa con la remota possibilità di trovare un lavoro. Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che collaborino alla prosperità del nostro paese, da medici e infermieri a ingegneri e imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere. E sarà il Regno Unito, non Bruxelles, a decidere a chi debba avere il permesso di vivere e lavorare qui”.

Come seconda cosa, ha proseguito la premier britannica, “avremo una nostra politica commerciale completamente indipendente, il nostro seggio all’Organizzazione mondiale del commercio e la possibilità di decidere tariffe e concludere accordi commerciali con chiunque ci piaccia”.

May ha sottolineato che “beni e servizi britannici sono molto richiesti a livello internazionale, quindi non sorprende che i Paesi stiano facendo la fila per concludere accordi commerciali con noi dopo la nostra uscita dall’Ue”.

“Terzo punto, il nostro piano prevede di riprendere il controllo delle nostre leggi – ha rimarcato May – non saremo più soggetti alla giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione europea, e saranno i giudici britannici nei tribunali britannici a decidere le nostre leggi. E se ci impegneremo ad avere norme comuni con l’Ue su aspetti quali le emissioni di gas nocivi e la sicurezza alimentare, il Parlamento dovrà concordare queste regole. In parole povere, queste norme comunitarie non saranno più automaticamente e direttamente applicabili nel Regno Unito: il Parlamento avrà voce in capitolo”.  “Per me è chiaro che questo è l’accordo giusto sulla Brexit per il Regno Unito, sebbene ci siano, naturalmente, alcune alternative – ha concluso – solo il nostro accordo sulla Brexit per il Regno Unito rispetta veramente la volontà del popolo britannico. E, in qualità di premier, questa è la Brexit che intendo ottenere”.

L’accordo con Trump

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna concordano nel perseguire l’obiettivo di “un accordo commerciale ambizioso” dopo la Brexit: lo ha dichiarato la premier britannica Theresa May durante il punto stampa congiunto con il presidente Usa Donald Trump dopo il pranzo di lavoro nella residenza estiva di Chequers, fuori Londra.

“Ci siamo accordati oggi sul fatto che quando il Regno Unito uscirà dall’Unione europea, cercheremo di stabilire un accordo di libero scambio Regno Unito-Stati Uniti ambizioso”, ha detto May.

Da parte sua Trump, che in un’intervista al Sun aveva criticato la linea morbida sulla Brexit di May, salvo poi definire tutta l’intervista una fake news, in merito all’uscita dall’Unione europea di Londra, ha dichiarato: “Una volta conclusa la Brexit, e forse il Regno Unito avrà lasciato l’Unione europea, non so cosa faranno, ma qualsiasi cosa farete per me è ok, è la vostra decisione, basta che possiate fare scambi commerciali con noi”, ha affermato Trump, nella conferenza stampa a Ellesborough con la premier May, in occasione della sua prima visita da quando è alla Casa Bianca.

Askanews

foto: Ansa

Articolo precedente

FESTIVAL DI LOCARNO 2018: BREVI NOTE

Prossimo articolo

Migrazione, ordine tramite l’isolamento. No della Svizzera

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *