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Roma, sgambetto alla Juventus

Ancora rimandata la festa scudetto, la Roma batte la Juventus e difende il secondo posto, in Europa l’Atalanta, il Milan quasi, riaperta totalmente la lotta salvezza 

Era obbligata a vincere la sfida con la Juventus e la Roma infligge una dura lezione alla squadra di Allegri. Un 3-1 in rimonta che lascia aperto un piccolo spiraglio per lo scudetto, almeno per la matematica, e soprattutto respinge l’assalto del Napoli al secondo posto, che vuol dire Champions diretta. La Juventus (con il turnover) deve rinviare ancora i festeggiamenti per il titolo, ma ha ancora in mano il suo destino. Nelle ultime due gare basterà vincerne una. Nel prossimo turno sarà ospite allo Stadium il Crotone, tornato prepotentemente in corsa per la salvezza e imbattuto da sette turni. Prima dello scudetto c’è la finale di Coppa Italia da giocare, mercoledì contro la Lazio e la Juventus dovrà ritrovare subito motivazione e determinazione, che sono mancate contro la Roma, almeno nel secondo tempo. Distratta e molle, la capolista subisce il secondo gol che dà coraggio alla Roma, che interpreta la gara con acume tattico in difesa e la chiude con uno splendido gol di Naingollan. Anche se l’impresa di battere l’imbattibile Juventus non sa di grande festa, la squadra di Spalletti si toglie la soddisfazione per una prestazione di carattere, ribaltando un risultato che aveva preso una brutta piega con il vantaggio di Lemina. Per la Juventus, 2 punti nelle ultime 3 gare, il calo di tensione ci sta, ma le gare decisive le deve ancora giocare: Lazio, Crotone e Real Madrid. La sconfitta di Roma è solo un incidente di percorso. Per perdere lo scudetto dovrebbe succedere qualcosa di miracoloso. Il Napoli vuole a tutti i costi il secondo posto e in questo finale di campionato sta giocando un calcio impressionante. La squadra di Sarri è inarrestabile, sorretta da un attacco da 86 gol che concretizza con efficienza la manovra avvolgente, veloce della squadra che cerca la via del gol con tanta essenzialità. Un rendimento straordinario del gioco quasi perfetto che Sarri ha impresso alla sua squadra ed è inspiegabile come il Napoli non sia lì a lottare per lo scudetto. I cinque gol rifilati al Torino, che aveva tenuto bene contro la Juventus, sono la prova del potenziale tecnico della squadra, alla quale manca la mentalità vincente per raggiungere traguardi prestigiosi. Se Sarri dovesse restare sulla panchina del Napoli, l’ultimo compito del suo progetto è il salto di qualità che i partenopei fanno mancare nei momenti cruciali della stagione.
Europa League: Sconfitta indolore per la Lazio sul campo della Fiorentina. Certa della qualificazione in Europa League, la squadra di Simone Inzaghi ha giocato con la testa alla finale di Coppa Italia di mercoledì 17 maggio contro la Juventus. I laziali si sono fatti rimontare dalla Fiorentina che continua a sperare nel sesto posto che significherebbe preliminari di Europa League. Il distacco dal Milan è di un punto, ma i rossoneri hanno sulla carta due turni finali non proibitivi contro Bologna e Cagliari che li favorisce nella volata finale. Un vantaggio che il Milan si è procurato in extremis pareggiando a Bergamo contro la sorprendente Atalanta, che dopo 26 anni torna matematicamente in Europa. La squadra di Gasperini non ha mancato l’appuntamento per coronare una stagione strepitosa, costruita intorno a una rosa di giovani promettenti: Caldara, Conti, Petagna e Gagliardini, quest’ultimo passato all’Inter a gennaio. Gasperini ha rinnovato il suo contratto e continuerà il suo progetto per provare a figurare bene in Europa e confermarsi in campionato, puntando ancora sui giovani e rinforzando la rosa con alcuni giocatori d’esperienza. L’Atalanta è un esempio di come gestire una squadra con poche risorse finanziarie. Fuori dalla corsa ormai l’Inter che sprofonda in questo finale da incubo di una stagione gestita per l’ennesima volta malissimo. A San Siro è passato anche il Sassuolo, squadra senza obiettivi, e la sconfitta ha scatenato la forte contestazione della curva Nord, annunciata dopo l’esonero di Pioli. La cacciata del tecnico non ha per nulla responsabilizzato i giocatori e le prospettive non sono delle migliori per allestire una squadra competitiva per la prossima stagione, che sta diventando un’impresa, in primis la scelta di un allenatore di livello.
Salvezza: La lotta salvezza si riapre totalmente a due giornate dalla fine. Il Crotone è a un passo dal miracolo, grazie ai 17 punti conquistati nelle ultime sette gare che hanno risollevato la squadra di Nicola, la quale due mesi fa sembrava spacciata. Con la vittoria sull’Udinese e le contemporanee sconfitte di Empoli e Genoa, il distacco si è ridotto a 1 punto sui toscani e a 2 punti sui liguri. Complimenti a Cagliari e Palermo per la serietà, che nonostante la tranquillità di classifica dei sardi e la retrocessione già matematica dei siciliani, hanno onorato gli impegni e permesso la regolarità del campionato. L’Empoli è crollato a Cagliari e solo nel finale ha provato a rimontare il 3-0, segnando due reti, ma la reazione è stata tardiva. Il Genoa fino a un mese fa navigava in acque tranquille, lontano dalla zona calda, ma la crisi di gioco e risultati e un aspetto psicologico labile, hanno trascinato i genoani nel tunnel della paura. Bastano tre punti nei 180’ restanti, ma il calendario è difficile con il Torino in casa e la Roma fuori casa, forse ancora in corsa per il secondo posto. Il calendario è più difficile per il Crotone e propone la Juventus (che non ha ancora vinto lo scudetto) e la Lazio, forse certa del quarto posto. In caso di parità di punti i calabresi sono in vantaggio negli scontri diretti sull’Empoli che riceverà in casa l’Atalanta e andrà a Palermo nell’ultimo turno.

G.S.
foto: Ansa

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