Cronaca

Strage a Las Vegas: 59 morti

L’assalitore aveva nella stanza d’albergo un arsenale

Da un primo bilancio appare davvero drammatica la situazione che si è verificata a Las Vegas durante il ‘Route 91 Harvest Festival’ dedicato alla musica country la scorsa domenica 1 ottobre (data locale) con almeno 59 morti e 527 feriti. Un uomo, Stephen Paddock, 64 anni, ha fatto fuoco sulla folla dal 32° piano del Mandalay Bay Hotel durante il concerto. “Tra le vittime ci sono anche degli agenti”, ha detto lo sceriffo di Las Vegas, Joseph Lombardo.
Il killer è morto prima che gli agenti facessero irruzione nella stanza dell’hotel da cui ha sparato e dove la polizia ha trovato diverse armi, almeno otto pistole utilizzate nella strage, ma pare che l’uomo avesse in tutto 42 armi tra la camera d’albergo e casa. Paddock viveva in un complesso residenziale per anziani nella zona di Las Vegas e non avrebbe a che fare con il terrorismo, anche se l’Isis si ostina a rivendicare la strage.
In un’intervista al I Mail on line Eric Paddock, il fratello di Stephen Paddock, ha detto che l’autore della strage non aveva alcuna affiliazione politica o religiosa e “non c’era alcuna indicazione che potesse fare una cosa del genere”. “Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa, siamo scioccati”.
Nei primi momenti della strage, non sono del tutto chiaro i motivi dell’assalto, anche dopo la cattura della compagna del Killer, una donna asiatica che si chiama Marilou Danley.
Con il tragico bilancio di 50 vittime, numero che può sempre salire a causa anche delle oltre 400 persone rimaste ferite, l’attacco contro il festival di musica country a Las Vegas diventa la peggiore sparatoria di massa nella storia degli Stati Uniti.
La sparatoria è iniziata durante il concerto di Jason Aldean che dopo i primi spari ha continuato l’esibizione non avendo capito cosa stesse succedendo. “È stato al di là di ogni possibile immaginazione: è stato orribile” ha commenta Jason Aldean, il quale ha continuato a cantare per circa 45 secondi prima di lasciare il palco. “I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti quelli che sono rimasti coinvolti. Mi fa male al cuore che questo sia accaduto a qualcuno che era venuto a trascorrere quella avrebbe dovuto essere una serata di divertimento”, ha scritto su Instagram il cantante.
Come lui, anche il pubblico non si era reso conto della gravità di quello che stava accadendo scambiando il rumore degli spari con fuochi d’artificio. Gli hotel Mandalay Bay, Luxor e l’Excalibur Vegas, tutti nei pressi della sparatoria, sono ancora isolati dalla polizia, e i clienti bloccati all’interno subito dopo la strage. Il presidente degli Usa Donald Trump ha espresso su Twitter le sue “più sentite condoglianze” e la sua “vicinanza alle vittime e alle loro famiglie”. La Farnesina è attualmente a lavoro per capire se ci sono italiani coinvolti.

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foto: Ansa

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