Svizzera

Un nuovo capitolo per la Casa d’Italia

Corrono da tempo voci sul futuro della Casa d’Italia di Zurigo. Per fare chiarezza su cosa succederà al più importante punto d’incontro della nostra comunità,  il Console generale d’Italia a Zurigo, Giulio Alaimo annuncia i punti principali del prossimo intervento

“È vero che la Casa d’Italia di Zurigo sarà prossimamente oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, significa che lo Stato italiano non dismetterà e non venderà la proprietà demaniale”, chiarisce innanzitutto il Console Alaimo per smentire le voci che tra l’altro parlavano di una vendita della Casa d’Italia. Finalmente quindi lo Stato italiano investirà su questa struttura, vecchia ottant’anni e che in realtà necessitava da tanto tempo una ristrutturazione, vediamo le risposte alle domande più importanti.

 

Perché sarà ristrutturata?

“Vogliamo fare in modo che la Casa d’Italia entri in una nuova fase, vogliamo scrivere un altro/nuovo capitolo della storia della Casa d’Italia che ai suoi inizi dava accoglienza ai bambini orfani da vittime della prima guerra mondiale. Poi è diventato un punto di aggregazione e accoglienza per la nostra comunità. Ha un valore identitario e ora vogliamo rilanciarla”, afferma il Console.

“Lo Stato italiano investirà un importo significativo per il rilancio architettonico e la messa in sicurezza della struttura. È una cosa molto positiva e dobbiamo rendere merito alle autorità centrali che hanno deciso di investire in questa struttura. Parliamo di diversi milioni di euro perché ha 80 anni. È stata costruita, secondo i nostri tecnici con criteri architettonici e ingegneristici d’avanguardia, quindi onore ai nostri antenati, ma negli anni è andata progressivamente presentando delle criticità che non sono state affrontate per come dovevano essere affrontate.Quello che ora vogliamo fare è risolvere tutti i problemi mettendo in sicurezza impiantistica la struttura”, dice il Console Alaimo.

 

Cosa succederà con gli inquilini?

È evidente che un intervento strutturale così importante necessita finanziamento, ma necessita tempo e che la struttura venga liberata dagli attuali inquilini. Nel corso dell’estate è stato chiesto alle associazioni di lasciare gli spazi.

 

Cosa succederà con le scuole?

Le scuole risultano come punto critico, oggi all’interno della Casa d’Italia troviamo tre tipologie di scuole: l’asilo e le scuole elementari, le scuole medie e il liceo. “Dobbiamo garantire la continuità didattica”, afferma il Console Alaimo e spiega che non è stato possibile trovare delle strutture da affittare. Si è trovato però in un edificio del comune di Zurigo una soluzione: “Ho firmato un accordo con il direttore della direzione immobiliare della città di Zurigo che ci consentirà di ospitare la scuola statale, quindi l’asilo e le elementari, all’interno di questo spazio per tutto il tempo necessario. Agganciata all’esigenza scolastica ci sono i servizi aggiuntivi di pre-scuola, dopo-scuola e mensa che non sono parti integranti della didattica ma indispensabili e questo continuerà ad avvenire come finora”, chiarisce Alaimo. Nella stessa struttura ci sarà la scuola media dell’ECAP che pagherà la sua quota, per quanto riguarda il liceo, il Console afferma che ancora “stiamo guardando insieme alla dirigenza delle soluzioni.”

 

Quanto dureranno i lavori e da dove vengono i finanziamenti?

La fase della progettazione è già iniziata. Si prevede che entro la fine dell’inverno 2018 si completano la progettazione e la fase delle autorizzazioni municipali. Per la realizzazione si stima che duri circa da un anno e mezzo a due anni, in totale quindi i lavori dureranno circa tre anni. La ristrutturazione è finanziata da fondi completamente pubblici.

 

Come saranno distribuiti gli spazi dopo la ristrutturazione?

La novità più grande sarà che il Consolato generale d’Italia e l’Istituto italiano di Cultura si trasferiranno alla Casa d’Italia. Le associazioni private non potranno più avere ospitalità, rimarrà la parte pubblica, quindi il salone Pirandello per eventi vari. “Sulle scuole non c’è ancora una parola finale, ma in linea di principio saranno l’asilo, la scuola elementare e la scuola media, mentre non ci saranno spazi per ospitare anche il Liceo Vermigli”, spiega il Console.

 

La struttura cambierà?

“Non sarà possibile intervenire sull’esterno, in maniera parziale sull’interno, è un edificio storico e possiamo intervenire solo in alcuni punti perché c’è tutela”, spiega Alaimo sottolineando che non ci sarà “nessun ampliamento né sul tetto né sulla superficie.” Inoltre è “uno studio di architettura di Mendrisio specializzato nella ristrutturazione di immobili protetti si occupa della ristrutturazione.”

Eveline Bentivegna

Manuela Salamone

Articolo precedente

Strategia energetica, recuperano i contrari

Prossimo articolo

Francia, En Marche!: porte chiuse per Valls

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *