Franco ci ha lasciati
poche parole
per esprimere l’addio
di un campione calciatore.
Una lunga carriera
19 anni vestendo
la stessa maglia rossonera.
Del Milan la bandiera
seguita la squadra
anche tra i cadetti condannata
per un presidente chiacchierato.
La presenza in campo
di una difesa
con sincronismo comandata
preciso negli interventi
ultimo invalicabile baluardo
era una sicurezza per i portieri.
Da lui ripartiva
la giocata d’attacco
accompagnava la palla
consegnandola ai centrocampisti
come un prezioso dono.
Persona schiva
non piaceva mettersi in mostra
fuori dal campo
messoci però i piedi
diventava il kaiser italiano.
La fedeltà ai tifosi
lo stretto legame come capitano
l’intreccio perfetto dell’uomo
con la maglia
e la società rossonera.
Libero il suo ruolo in campo
libero di restare in squadra
nonostante le sirene
arrivate da più parti
del maggior guadagno.
Chissà se capiterà ancora
di rivivere e raccontare
una siffatta fedeltà sportiva
quando oggi il profumo dei soldi
è diventato l’unico percorribile stradone.
Veritici delle società cambiano
con la sequenza delle stagioni
la compravendita dei calciatori
con l’aggiunta oggi delle colleghe
un mercato che dura tutta l’anno.
A tifosi disorientati
legati ancora alla maglia
del vecchio campione
non rimane che sperare
di tifare per i colori certi
delle squadre della propria città.
S. Dugo 

