Svizzera

Clausola di salvaguardia per romeni e bulgari

Fino al 31 maggio 2018 il Consiglio federale reintroduce un limite massimo di permessi B per i cittadini di Romania e Bulgaria. Raddoppiato il saldo emigratorio da questi due paesi

Appena un anno dopo (dal giugno 2016) l’estensione della libera circolazione delle persone completa a Romania e Bulgaria la Svizzera fa dietrofront. Il Governo elvetico ha attivato per 12 mesi la clausola di salvaguardia. Il motivo è il forte aumento della domanda di permessi di dimora B da parte di cittadini romeni e bulgari per esercitare un’attività lucrativa nel mercato del lavoro svizzero. Il valore della soglia è stato nettamente superato negli ultimi 12 mesi, con il raddoppio del saldo migratorio che riguarda questi due paesi salito a 3.316 persone contro le 1.026 del 2009. I lavoratori giunti in Svizzera sono soprattutto impiegati in professioni stagionali (agricoltura, edilizia o gastronomia), settori caratterizzati da un alto tasso di disoccupazione. Per questo motivo i permessi B saranno limitati a 996 unità, mentre non saranno diminuiti i permessi di breve durata.
Con l’attivazione della clausola di salvaguardia, il Consiglio federale applica uno strumento di regolamentazione dell’immigrazione previsto dall’accordo con l’Unione europea (Ue) in vigore dal 2009. La Svizzera può limitare l’immigrazione fino al 2019 a condizione che l’immigrazione registri il 10% sopra la media degli ultimi tre anni. Il Governo tiene a precisare che “con l’attivazione della clausola di salvaguardia, non si tratta di discriminazione verso i due paesi”. Il ministero degli esteri rumeno ha espresso rammarico per la misura adottata dalla Svizzera, mentre la Bulgaria non ha nascosto la delusione di colpire una forza lavoro che contribuisce al successo economico della Svizzera, ma ha accettato la decisione ritenendola una procedura legale e non discriminatoria. Le restrizioni sono previste dall’Accordo di libera circolazione e sembra abbastanza chiaro che il Consiglio federale desideri mandare un segnale politico interno, tenendo conto della decisione del Parlamento svizzero, nell’ambito dell’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, di dare la precedenza alle persone disoccupate indigene.
G.S.
foto: sem.admin.ch

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