Italiani in Svizzera

Gennaro Ausiello

Raccontaci di te…

Mi chiamo Gennaro Ausiello, ho 37 anni e sono nato a Napoli dove ho vissuto fino a 17 anni, ma ho sempre avuto la voglia di andare via. Napoli è molto bella, ma non c’era nulla allora e non c’è nulla neanche adesso. Inoltre ho avuto un’adolescenza molto brutta soprattutto perché sono gay: sono stato deriso, ho vissuto episodi di discriminazione molto forti e per questo ho vissuto malissimo quel periodo.

Quando ho finito le scuole sono andato via, ho fatto l’Accademia militare a Livorno per due anni e mezzo, ero ufficiale marino. Nonostante fossi gay ci sono riuscito, potevo finire in prigione giusto per il fatto di essere omosessuale: per me, invece,  è stato il periodo più bello della mia vita, in caserma gestivo 18 marinai, in più facevo il mio lavoro in ufficio insieme al mio colonnello che mi ha aiutato tantissimo.

Ad un certo punto la felice parentesi militare finisce…

Quando ho finito la vita della marina, mi sono trasferito a Mantova perché non volevo tornare a Napoli. Non nego le mie origini, anche perché Napoli ha una cultura e una storia enorme, come tutto il sud Italia, ad esempio mio marito è della Sicilia, anche la Sicilia è troppo bella, ma purtroppo anche lì avrei dovuto affrontare il loro problema che fossi gay. A Mantova ho fatto diversi lavori, mi sono diplomato elettronico, ma non ho mai lavorato in questo campo.

Qui ho vissuto relativamente bene la mia vita da gay, perché anche lì ho trovato diversi bigotti. Vivevo la mia vita liberamente ma in segreto dalla mia famiglia che mi aveva raggiunta a Mantova. Non riuscivo a fare questo passo, tutti pensano che sia difficile per la famiglia, ma invece è difficile perché le altre persone ti fanno notare la differenza. Ho sempre avuto paura di questo passo, invece quando ho fatto outing i miei genitori mi hanno aperto le braccia e mi hanno stretto a loro.

Oggi vivi a Zurigo e sei sposato…

Dopo Mantova mi sono trasferito a Verona perché ho incontrato mio marito Emanuele, ci siamo sposati qui a Zurigo. Lo sapete che in Italia non era possibile, incontriamo sempre le vecchie generazioni e ci scontriamo con le idee di vita e mentalità di oggi. Ho davvero vissuto delle esperienze molto violente, da piccolo ero più timido, adesso sono forte e dico ben chiaro cosa penso, ma allora non ero così.

Quando la gente si accorgeva che sono gay spesso mi pestava, sono cose che non potrò mai dimenticare, ma oggi riesco a vivere, ho messo tutte queste cose da parte. Così come anche le esperienze di Emanuele sono state molto violente, ma ci siamo trovati, noi, le persone giuste! L’ho presentato ai miei ed è stato una serata bellissima, perché tutta la malinconia e la tristezza sono andate via in un attimo, potevo finalmente essere me stesso. Ormai sono 10 anni che stiamo insieme e sono tre anni che siamo sposati e non lo cambierei con nessuno al mondo!

Come vi trovate a Zurigo?

Dopo Verona, dove abbiamo avuto delle brutte esperienze sul piano lavorativo ho trovato lavoro in Ticino tramite un amico. Così nel novembre del 2011 sono venuto in Svizzera ed Emanuele mi ha seguito a dicembre. Inizialmente stavamo a Biasca, ma subito dopo ci siamo trasferiti a Zurigo, dove ho trovato un posto di lavoro tramite un amico.

Al momento lavoro da Chez Fritz a Zurigo come cuoco. Qui io vivo liberamente e tranquillamente, mi posso muovere quando e come voglio, cosa che non succede in Italia, per questo non ci tornerei mai, mancherei di rispetto a me stesso e soprattutto a tutte le volte che sono finito in ospedale solo perché sono gay.

Hai anche una grande passione per il canto…

Ho sempre cantato e canterò sempre, quando canto viene fuori una grande emozione e la mia voce è diversa, cosa che in Italia mi ha pesato molto: sono stato anche all’Accademia di Sanremo per tre mesi, è stata una bella esperienza, ma non sono riuscito ad andare avanti perché non avevo le spalle coperte. Allora ho deciso di partecipare al “Die grössten Schweizer Talente” mi hanno preso subito e il team è stato stupendo. Ho ca

ntato “Grande Amore” de “Il Volo”, il mio tedesco era molto peggiore di adesso, infatti quando lo rivedo mi vergogno. Quest’anno ci riproverò con “Das Supertalent” in Germania. Canterò “Caruso” perché,  nonostante in passato mi sono sentito e mi senta tuttora rifiutato, sono fiero di essere italiano e anche di essere napoletano!

Oggi cosa pensi dell’Italia?

Mi fa male, ma ormai un pochino ci si vergogna quando si parla dell’Italia. Dovremmo essere forti, la locomotiva dell’Europa, invece in realtà non lo siamo perché le miglior teste vanno via e in Italia restano sempre i soliti e le cose non cambiano.

Io sono stato in sala di rianimazione, stavo perdendo la vita perché ho avuto un blocco di respirazione, Emanuele purtroppo in ospedale è stato messo in un angolo, nonostante l’ambulanza che è venuta a casa nostra abbia visto che eravamo una coppia, non gli hanno dato nessuna informazione su di me. Lui ha saputo se ero vivo o morto solo quando è venuta mia madre: questo non è giusto, è come se lui non valesse niente, forse proprio perché si sono accorti che eravamo una coppia e non solo amici! Questo mi ha fatto molto male, che la mia nazione e la mia terra non mi ha voluto… per la mia terra sono malato.

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