Scienze

La scienza degli abbracci

Non tutti gli abbracci sono uguali: il lato del corpo che utilizziamo può svelarne la natura

L’abbraccio è un gesto che esprime e contiene tutti i sentimenti: dall’amore all’amicizia, dalla solidarietà alla condivisione, dalla complicità alla protezione. Fin dalla più tenera età rappresenta la forma di interazione più stretta e naturale che rende superflue anche le parole. Sono molti gli studi effettuati nel corso degli anni, sia su bambini che sugli adulti, per esplorare i vantaggi del contatto fisico, in particolar modo proprio dell’abbraccio: elencarli tutti sarebbe impossibile, poiché ci si dovrebbe soffermare su ogni situazione specifica, osservandone il contesto, il motivo, le persone coinvolte e la storia di ognuna. Alcuni di tali benefici possono però essere considerati assoluti in quanto prescindono da ogni condizione: così è innegabile che abbracciarsi diminuisce lo stress, regala una sensazione di sicurezza e protezione, aiuta a migliorare l’autostima e trasmette energia e forza.

Tuttavia, nonostante un abbraccio venga solitamente utilizzato per comunicare amore o affetto, può anche essere usato in situazioni sociali negative o neutre, come ad esempio per esprimere paura, tristezza o solo come una forma di saluto. L’ultima ricerca sul tema evidenzia come questi diversi fattori possano influenzare il lato del corpo che utilizziamo per abbracciare una persona. Condotto presso la Ruhr-Universität Bochum e pubblicato su Psychological Research, lo studio in questione ha analizzato circa 2500 abbracci.

“Volevamo scoprire se i comportamenti associati agli abbracci sono influenzati dal contesto emotivo della situazione. In particolare volevamo capire se caratteristiche motorie, come per esempio la mano prevalente nel gesto, avessero delle conseguenze sul lato del corpo usato per abbracciare.” ha spiegato Julian Packheiser, autore principale della ricerca. Per rispondere al quesito, gli studiosi hanno osservato vari tipi di abbracci in situazioni diverse: in un aeroporto tedesco ne sono stati valutati circa 1000 sia nell’area delle partenze che in quella degli arrivi, per comprendere le diverse situazioni emotive della tristezza, come nel caso della partenza di una persona cara, e della gioia nel caso del suo ritorno. Gli abbracci ‘neutri’ sono invece stati osservati su YouTube grazie a più di 500 clip di attori che abbracciavano estranei per strada mentre erano bendati. L’analisi ha mostrato che quando i partecipanti stavano provando emozioni, positive o negative, tendevano ad utilizzare il lato sinistro del corpo: secondo gli scienziati questo sarebbe causato dal fatto che l’emisfero destro del nostro cervello, che controlla la parte sinistra del nostro corpo, è anche quello che elabora le emozioni positive e negative, come ha spiegato Julian Packheiser, l’autore principale dello studio. In situazioni neutre, invece, le persone sembrano prediligere abbracciare con il lato destro del corpo.

Per studiare l’effetto della mano prevalente sul lato del corpo utilizzato per abbracciare, è stato invece chiesto a 120 partecipanti di abbracciare un manichino dopo aver ascoltato diverse storie che potevano avere connotazioni positive, negative o neutre. Ebbene, ne è emerso che le persone destre tendono ad utilizzare il lato destro per abbracciare in una percentuale molto più alta delle persone mancine. Il lato del corpo utilizzato per abbracciare può essere influenzato anche dal sesso: i ricercatori hanno infatti notato che quando ad abbracciarsi sono due uomini, si tende ad usare il lato sinistro del corpo, anche in situazioni neutre dal punto di vista emotivo.

L’abbraccio tra due uomini è dunque un’eccezione, con una forte tendenza ad utilizzare il lato sinistro anche in situazioni neutrali: “La nostra interpretazione è che molti uomini considerano gli abbracci tra loro come qualcosa di negativo, quindi tendono a percepirli come negativi anche in una situazione neutrale”, ha concludso Sebastian Ocklenburg, altro autore dello studio.

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