Scienze

Le Superlune di gennaio

Chi si fosse perso lo spettacolo di qualche giorno fa potrà presto rifarsi

La superluna che nella notte tra lo scorso tre e quattro dicembre ha tenuto tutti con il naso all’insù è stata ammirata nei cieli di tutto il mondo, da Tokyo al Campidoglio americano, dall’Inghilterra alla Francia, da Cipro a Giacarta: un’ottima occasione per godersi un affascinante spettacolo o fotografare la luna piena al perigeo, ossia nel punto della sua orbita più vicino al nostro pianeta.

La si definisce ‘superluna’ perché appare un poco più grande del solito: questo succede perché il momento in cui si trova più vicina alla Terra nella sua orbita ellittica (perigeo) coincide con la luna piena. L’orbita della Luna intorno al nostro pianeta è ellittica, quindi la distanza tra i due corpi celesti varia nel corso dell’anno.

Avvicinandosi e allontanandosi da noi, il diametro apparente della Luna è, quindi, di diverse dimensioni (quello reale è sempre uguale, di circa 3.476 chilometri). La distanza minima della Luna dalla Terra, il perigeo, è pari a circa 360 mila chilometri, mentre la distanza massima, l’apogeo, e più o meno di 405 mila chilometri. Per questo motivo all’apogeo il diametro apparente della Luna è inferiore rispetto al perigeo.

La Luna piena al perigeo può risultare il 14% più grande e il 30% più brillante di una Luna piena in apogeo. La differenza non è sempre facile da cogliere ad occhio nudo, ma la mostrano in maniera evidente le centinaia di foto pubblicate dalle agenzie fotografiche e sui social network, che anche in quest’ultima occasione hanno ampiamente documentato lo spettacolo di un disco luminoso davvero affascinante.

Chi non avesse potuto godere dello spettacolo dello scorso tre dicembre, potrà rifarsi il prossimo gennaio che ci offrirà ben due ‘superlune’: la prima nella notte tra il primo e il 2 gennaio (quale miglior modo per iniziare il nuovo anno?), e la seconda, la Luna Blu, come è tradizionalmente chiamata la seconda luna piena dell’anno, il 31.

Secondo la tradizione, il nome ‘luna blu’ deriverebbe da una distorsione di un vecchio termine inglese, belewe, col significato di betray, tradire. La luna blu infatti sarebbe una luna traditrice perché confondeva la fine e l’inizio di una stagione: in una stagione infatti solitamente ci sono tre lune piene, con la Luna blu quattro. Il fenomeno della superluna non è, in effetti, un evento raro, anzi, si verifica circa una volta all’anno.  Quella del 3 dicembre è stata l’unica visibile nel 2017 perché quando per altre tre volte il satellite si è trovato in perigeo si trattava di lune nuove ed era perciò impossibile vederle. Il termine ‘superluna’, coniato dall’astrologo Richard Nolle, indica dal punto di vista scientifico semplicemente il perigeo lunare. Nolle ha definito la superluna un “novilunio o plenilunio che si verifica quando la Luna si trova al punto di minima distanza (o entro il 90%) dalla Terra in una data orbita (cioè a 361.836 km di distanza) sicché, in base a questa definizione, ogni anno si verificano in media tra 4 e 6 superlune.

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foto: Ansa

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